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Frode fiscale su mega yacht ormeggiato in Sardegna arrestato Boncompagni Ludovisi

Con l’accusa di truffa commerciale e frode fiscale Iva, per una somma superiore ai 10 milioni di euro, è stato arrestato Francesco Maria Boncompagni Ludovisi, di 52 anni, latitante, proveniente da una nobile famiglia romana. Il provvedimento, sulla base di un mandato europeo emesso dall’Austria, è stato eseguito dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Sassari, in attuazione delle indagini coordinate dal procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Domenico Fiordalisi.

L’uomo, che era riuscito a sfuggire in varie occasioni alle forze dell’ordine, è stato bloccato nelle scorse ore nell’androne di un palazzo del centro storico di Roma dopo che la Gdf, coordinata dal ten. col. Marco Sebastiani, aveva stretto il cerchio attorno al latitante. L’attività di indagine è partita dalla Gallura in base a accertamenti compiuti dagli inquirenti su un mega yacht, di 37 metri, che Boncompagni Ludovisi possedeva e aveva ormeggiato nella marina di Cugnana, fra Olbia e Porto Cervo.

L’operazione è nata dai controlli antievasione ed elusione previsti nei confronti di possessori di imbarcazioni e mega yacht, proprio per accertare la rispondenza tra quanto dichiarato al fisco e la reale capacità contributiva. In questo contesto la Guardia di Finanza aveva messo sotto controllo l’imbarcazione ‘Morgane II’, che risultava intestata alla società Sagittario srl, formalmente amministrata da una donna moldava ma di fatto riconducibile proprio a Boncompagni Ludovisi, che ne avrebbe simulato la cessione per occultarne la provenienza illecita. Per questi fatti l’uomo è indagato in Italia per i reati di riciclaggio ed evasione fiscale. Ora si trova detenuto nel carcere di Rebibbia in attesa dell’estradizione per l’Austria in esecuzione del mandato di arresto europeo. Allo stesso Boncompagni Ludovisi, che negli anni ’90 era già assurto agli onori della cronaca per truffe miliardarie, viene infatti contestato il reato di tuffa per le sue attività commerciali all’estero, attraverso una società di import ed export, con cui vendeva Ipad privi di software.

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