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IL PUNTO/ Se scoppia il M5S siamo rovinati

Se la timida (almeno in apparenza) e riservata Virginia Raggi, dopo aver combinato mille pasticci nel corso della sua avventura in Campidoglio deve fare la voce grossa e richiamare all’ordine assessori e consiglieri dobbiamo preoccuparci. Guai se implode il movimento grillino, salta tutto, e ci va di mezzo Roma. In una pungente cronaca La Repubblica usa termini precisi, molto forti: il sindaco sgrida, costretta a fare la maestrina per sedare la maretta fra assessori e consiglieri grillini che vogliono in entrare in giunta.L’ha comandata Grillo? Oppure Casaleggio? Siamo di fronte ad una “nuova” Raggi? Allora non è un caso che Minniti si sia degnato di incontrarla per stabilire uno straccio di dialogo sulla questione migranti. Oppure accade tutto per caso, e la baruffa da cortile è innescata dalla insipienza del management politico grillino, Il problema è semplice e complesso insieme. Consiglieri e assessori vogliono un governo della capitale garantito da persone capaci ma che abbiano soprattutto due caratteristiche, il pedigree grillino e una accertata romanità. Troppi esterni in campo, esterni politicamente come il vice sindaco Bergamo, esterni come mentalità, vedi il trevigiano (già peraltro in fuga) Colomban, vicino al clan Casaleggio ma estraneo alle dinamiche romane. Insomma Virginia Raggi fra l’incudine e il martello. Ora che anche la sua omologa torinese Chiara Appendino è indagata per i fatti di Piazza San Carlo a Torino, le già agitate notti di Virginia sono diventate ancor più tormentose. Da un lato i consiglieri grillini scalpitano perché vogliono entrare in giunta al posto di assessori che, a loro avviso, non incarnano lo spirito del Movimento e che, anzi, lo tradiscono. Dall’altro gli assessori sembrano snobbare i consiglieri e non aprirsi al “dialogo costruttivo” con loro. E il sindaco è costretto a prendere gli assessori per la giacca e imporre loro il dialogo. Scostanti e freddi con la maggioranza grillina in Consiglio, un motivo ci sarà: si sentono professionisti e non vogliono farsi condizionare da una massa di incompetenti. I consiglieri, dal canto loro, continuano a pretendere dei posti in giunta, anche in vista appunto dell’abbandono annunciato dell’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, abbandono che esigerà necessariamente un ritocco alla squadra amministrativa. Anomalia delle anomalie, a fianco della Raggi sono comparsi gli angeli custodi incaricati da Casaleggio di vegliare sulla Roma grillina. Da supervisori, da gendarmi a vigilantes. Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, ruolo ambiguo e imbarazzante. Nel tutti contro tutti perde solo Roma e la sensazione che Grillo e soci non controllino più la situazione è forte

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