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ll “118” siciliano si potenzia, arrivano 83 nuove ambulanze

untitledAntonio Fiasconaro
La Sanità siciliana punta sull’efficienza dell’emergenza-urgenza. Non solo più uomini e mezzi per i 63 pronto soccorso dell’Isola dove medici ed infermieri sono sottoposti a turni massacranti per la carenza di personale (le stabilizzazioni dei precari non prima del prossimo autunno), adesso per rendere più appetibile il servizio di emergenza-urgenza sono in arrivo anche 83 nuove ambulanze per il “118” siciliano.
Il servizio del 118 siciliano punta a un potenziamento di mezzi e strutture che coincide con la stagione estiva, in cui spesso si moltiplica il numero delle emergenze a cui è chiamato a dover intervenire. La misura adottata dovrà anche contribuire a una maggiore reattività e sicurezza sulla base di una uniforme e più completa distribuzione sul territorio siciliano.
I mezzi sono tutti dotati di apparecchiature apparecchiature elettromedicali di ultima generazione. Ottenute tramite leasing finanziario in seguito a un bando pubblico e vanno a rinnovare il parco mezzi della Seus e sono in fase di consegna in tutte le nove province presso le postazioni di soccorso avanzato (Msa), cioè quelle che prevedono a bordo oltre agli autisti-soccorritori pure il medico ed un infermiere.
«Si tratta di una ulteriore tappa – rileva Baldo Gucciardi, assessore regionale alla Salute – di un percorso avviato col G7 di Taormina, per potenziare con mezzi moderni le reti tempo-dipendenti e dell’emergenza-urgenza sui cui si fonda la nuova rete ospedaliera».
L’avvicendamento e la sostituzione dei mezzi sarà progressiva per completarsi nel giro di qualche settimana.
“Sono tutte ambulanze dotate di apparecchiature elettromedicali di ultima generazione e questo, insieme alla notevole professionalità di tutti gli operatori del 118, contribuirà a migliorare ulteriormente la qualità dell’emergenza- urgenza siciliana, in ossequio a quanto previsto dalle più recenti linee guida e dagli input dell’assessorato alla Salute guidato da Baldo Gucciardi», afferma Gaetano Montalbano, amministratore unico della Seus.
Ventisette nuove ambulanze sono già state consegnate nelle postazioni di “Agrigento 2”, Sciacca, Cammarata, Ribera (Agrigento), Milena, San Cataldo, “Gela 1” e Sommatino (Caltanissetta), Gravina di Catania, Giarre, Cannizzaro, Santa Marta e Mascali (Catania), Regalbuto, Pietraperzia, Troina (Enna), Messina Sud, Papardo, Piemonte, Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo (Messina), “Siracusa 1” ed Augusta (Siracusa), Politeama, Villa Sofia, Isola delle Femmine (Palermo) e Ragusa.
Nico Le Mura, coordinatore dell’Area Operativa regionale della Seus spiega che «le ambulanze sono fornite di ecografo portatile, pompa infusionale, set scalda fluidi, ventilatore polmonare portatile e defibrillatore con multiparametrico integrato con sistema di telemetria verso le Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica)».
Nell’elenco delle prossime da consegnare figurano, tra le altre, quelle per le postazioni di Torregrotta, Scaletta Zanclea (Messina), Pedara, San Giovanni La Punta e Garibaldi (Catania), Trapani, Mazara, Marsala ed Alcamo (Trapani).
Intanto la Regione siciliana con la nuova rete ospedaliera entra di diritto nel “terzo millennio della salute”.
Nell’ultima settimana, infatti, sono state messe in moto tutte quelle procedure necessarie per far fare un buon salto di qualità alla sanità dell’Isola.
«Certamente per gli avventurieri, per i rappresentanti della vecchia politica e per i tromboni che ancora suonano gli spartiti del secolo scorso tutto questo è inconcepibile – rileva Beppe Picciolo, capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana di “Sicilia Futura” – per loro è un cambiamento epocale impossibile da concepire: niente più privilegi, niente riserve indiane da tutelare solo il cittadino con i suoi sacrosanti diritti al quale offrire una sanità efficiente e soprattutto di qualità. Ribadisco, quindi, l’importanza di aver portato avanti assieme all’assessore Baldo Gucciardi ed al presidente della Commissione Sanità, Pippo Digiacomo (ed a pochi altri…) l’approvazione di una rete ospedaliera di grande qualità e di sostanza, che certamente non è ancora perfetta, anzi…, ma che insieme agli attori principali stiamo cercando di modellare e migliorare rispondendo, per quanto è possibile con le risorse a disposizione, alle reali esigenze dei territori correggendo gli errori programmatici e cercando faticosamente, molto faticosamente, di far sedere tutti gli attori principali attorno ad un tavolo tecnico comune per fare sintesi. E non ci dovranno essere né vincitori né vinti».
Ed ancora Picciolo sottolinea che «bisognerà evitare esuberi e penalizzazioni di strutture efficienti e produttive, avendo però sempre coscienza del punto di partenza iniziale: 200 milioni di euro di mobilità passiva verso il centro nord (i tanto noti viaggi della speranza, ndr). Non credo che i siciliani ed i nostri concittadini fossero particolarmente orgogliosi del Sistema Sanitario Regionale, se anche per banali interventi di ortopedia o ernia dovevano fare la valigia? Quindi se in una struttura ci sono, numeri alla mano, dei reparti improduttivi e non attrattivi, se il decreto Balduzzi li chiuderà in futuro nessuno si strapperà le vesti! Né i cittadini utenti, né la politica, né i sindacati. Se vogliamo cambiare e salvare il sistema abbiamo il dovere di affondare il bisturi separando le parti sane da quelle malate. Nessuno verrà mai messo alla porta ma solo invitato a fare il proprio dovere ed a documentare il proprio operato con i dati clinici e di produttività».

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