| categoria: esteri

Germania, soldi pubblici per fare volare Air Berlin

La seconda compagnia aerea tedesca (settima in Europa e partecipata da Etihad Airways come Alitalia) pensa ad aiuti statali per uscire dalla crisi che ha raddoppiato le perdite (782 milioni) e minaccia la sua esistenza dopo la mancata fusione con il colosso turistico TUI.

di Enzo Piergianni

BERLINO – Voleva essere un simbolo della rinascita di Berlino dopo la riunificazione nazionale, ma l’ambizioso progetto del suo fondatore Joachim Hunold, decollato nel 1992 con due aerei e 150 dipendenti, rischia oggi di affondare in un mare di debiti. Air Berlin, perciò, si rivolge allo Stato per la ciambella di salvataggio. Il primo passo è stato compiuto con la richiesta ai Länder (Stati federali) di Berlino e del Nordreno-Vestalia di esaminare le condizioni per una fideiussione a garanzia della seconda compagnia tedesca (settima in Europa) che nell’ultimo esercizio 2016 ha accumulato un passivo record di 782 milioni di euro. Nei due Länder, rispettivamente a Berlino e a Düsseldorf, sono situate per basi principali della compagnia. La prima risposta da parte del Land di Berlino è giunta dalla verde ambientalista Ramona Pop, responsabile dell’Economia nel governo locale, ed è stata incoraggiante :”Nell’ambito delle nostre responsabilità valuteremo insieme con lo Stato centrale in che misura il Land di Berlino può sostenere una strategia di Air Berlin orientata al futuro”. In ogni caso, ha sottolineato Ramona Pop, “Air Berlin non è un’azienda qualsiasi, dal momento che porta in tutto il mondo il nome della nostra città”. Il ministero dell’Economia del Nordreno-Vestfalia invece non si è ancora pronunciato, perché, come ha spiegato un portavoce, “le richieste di fideiussione sono materia da trattare col dovuto riserbo”. Nella diversità della reazione si può leggere l’opposto colore politico dei due governi regionali. Il Land di Berlino è governato da una giunta di sinistra (socialdemocratici, verdi e postcomunisti), mentre a Düsseldorf si è insediato da poco un governo di centrodestra formato da democristiani (la CDU di Angela Merkel) e liberali, tendenzialmente contrario ad interventi della mano pubblica nel risanamento di imprese. E’ questa peraltro la posizione che guida il governo Merkel-Schäuble nei contenziosi europei sugli aiuti pubblici per salvataggi aziendali in tutti i settori (dalle banche ai trasporti). Christian Lindner, nuovo leader del partito liberale (FDP), non ha nascosto forti perplessità :”Con l’FDP al governo, i contribuenti non saranno chiamati a pagare gli errori del management”. Air Berlin è partecipata al 29 per cento dagli arabi di Etihad Airways, azionista di maggioranza di Alitalia (49 per cento). La situazione della compagnia italiana ha cause differenti da quella di Air Berlin, ma entrambe sono in crisi sotto il peso di costi operativi troppo alti. Il recente fallimento della progettata fusione con l’operatore turistico tedesco TUI ha peggiorato le prospettive di rilancio di Air Berlin aumentando le possibilità di sganciamento dell’azionista arabo, che ha comunque confermato di recente il suo impegno nella compagnia tedesca fino al novembre 2018. Una via d’uscita potrebbe giungere dal rafforzamento della cooperazione con Lufthansa. “Abbiamo bisogno di trovare un partner nel 2017 e Lufthansa è una possibilità”, ha detto Thomas Winkelmann, ceo di Air Berlin. La prima compagnia tedesca però ha lasciato intendere che un suo ingresso sarebbe subordinato al risanamento di Air Berlin, con o senza il contributo oneroso dello Stato.

Ti potrebbero interessare anche:

I ribelli islamici reagiscono ai raid nel Mali: "Colpiremo il cuore della Francia"
Terrorismo. Anche Francia e Germania chiudono ambasciate in Yemen
SIRIA/ Damasco canta vittoria, domani il rapporto Onu sui gas
EGITTO/ Manifestante in manette dopo il cesareo, chiama la figlia 'libertà'
Nucleare, Ministro Esteri Teheran: intesa mai così vicina
Papa Francesco vedrà Trump in Vaticano il 24 maggio



wordpress stat