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L’INTERVISTA/ Tumori al seno, le principesse eroiche del San Giovanni

Servizi/ Parla Lucio Fortunato, responsabile del centro di Senologia dell’Azienda Ospedaliera S.Giovanni Addolorata

Di Francesco Vitale
Garantire e favorire la qualità della vita delle donne dopo un intervento di cancro alla mammella; presa in carico della paziente e il follow-up garantito per un periodo di cinque anni, dopo l’intervento, con l’effettuazione delle necessarie procedure diagnostiche di controllo. Un contatto umano e psicologico delle giovani pazienti. Sono i segni distintivi del Centro di Senologia dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata, il primo Centro del Lazio (tra i 15 esistenti in tutta Italia) a raggiungere la Certificazione Europea. Ne parliamo con il dr. Lucio Fortunato, responsabile del centro

Qual è la caratteristica principale del Centro e cosa garantisce?
Nel Lazio si diagnosticano ogni anno oltre 4.200 tumori della mammella. Nel 2016 sono state 411 le donne che sono state trattate per tumore al seno presso l’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata. Noi riusciamo a garantire un’assistenza globale anche in collaborazione con associazioni di volontariato e femminili per favorire, in ogni modo, la qualità della vita delle donne operate per neoplasia della mammella; un monitoraggio continuo degli indicatori di qualità; la discussione di tutti i casi pre e post-operatori nella conferenza multidisciplinare che si tiene settimanalmente, con verbalizzazione delle singole raccomandazioni; una totale presa in carico della paziente e il follow-up garantito per un periodo di cinque anni, dopo l’intervento, con l’effettuazione delle necessarie procedure diagnostiche di controllo.

Il San Giovanni è il primo centro accreditato nel Lazio? Cosa significa questo?
È un vero e proprio punto di riferimento per la cura e la prevenzione del tumore della mammella, tra i più frequenti nelle donne. Si tratta di un certificato standard di qualità. Un processo iniziato circa un anno fa. Per due giorni una commissione esterna ha visto come lavoriamo e come siamo bravi: lo scorso maggio ci ha attribuito la certificazione europea. La Regione Lazio nel 2015, con il decreto del Presidente della Regione Nicola Zingaretti, ha istituito 15 centri di senologia con alcuni requisiti, come l’aver trattato 100 casi del tumore della mammella all’anno. La Breast unit è stata completamente riorganizzata, e garantisce una presa in carico a 360 gradi delle pazienti attraverso un percorso multidisciplinare sia clinico (chirurghi, oncologi, radioterapisti, radiologi) sia dal punto di vista psicologico e umano.

Cosa significa questo per la paziente?
Significa una grande attenzione e un rispetto nei confronti della donna che viene nel nostro Centro. Prima la paziente andava dal chirurgo, poi doveva andare dall’oncologo, poi dal radioterapista, perdendo tempo (e denaro), passando da un CUP all’altro e di ospedale in ospedale. Oggi esiste invece n centro integrato, reale, una vera e propria Casa delle Donne con tumore della Mammella. Qui la paziente si trova al centro e intorno a lei ruotano tutti i professionisti (dall’oncologo, al chirurgo, al ginecologo, allo psicologo), che dopo averla visitata in commissione potranno fare un consulto multidisciplinare.

Certificazione che vuol dire qualità…
Il nostro è un centro di riferimento alta qualità. L’anno scorso ha fatto 411 casi nuovi primari di cancro della mammella, di questi il 70% conservativi e 30 mastectomie, di cui più della metà con ricostruzione immediata. Questo comporta un investimento di personale dedicato che coinvolge un po’ tutte le professionalità dalla mattina alla sera. La donna non è mai lasciata sola e ogni decisione viene presa a livello multidisciplinare. Spesso un collega mi può aiutare a scegliere un tipo di intervento al posto di un altro, dopo aver studiato un aspetto della patologia.

Cosa la colpisce o la emoziona in questo lavoro?
Gli occhi delle pazienti giovani. Tutte le nostre pazienti sono delle principesse eroiche.Avere un tumore è molto brutto; averlo a 40,-45 anni è una tragedia. Purtroppo ancora oggi il 25% dei tumori alla mammella sono operati al di fuori di questi centri accreditati.Per dare una risposta vera agli occhi di queste giovani, bisogna far sapere che c’è la possibilità di curare di più all’interno di questi centri di senologia, con una percentuale di sopravvivenza assai migliore.

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