| categoria: sanità

Per l’Ismett di Palermo anno record per numero di trapianti

>Antonio Fiasconaro
E’ considerato uno dei “fiori all’occhiello” della Sanità, non solo siciliana, ma anche italiana ed internazionale. Stiamo parlando dell’Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti) con sede a Palermo. Il 2017 si prospetta come l’anno record per volume di trapianti effettuati questo importante centro. In poco più di sei mesi di attività, infatti, sono 102 i trapianti eseguiti. Numeri da record paragonabili ai migliori centri internazionali.
Il dato è ancora più importante perchè arriva dopo due anni difficili che avevano fatto registrare un calo drastico delle donazioni in Sicilia. Nel 2015, l’Isola aveva registrato il tasso di donazioni più basso di tutta Italia, con appena 9,8 donatori per milione di abitanti.
Lo scorso anno, a fine giugno, all’Ismett erano stati realizzati meno della metà degli interventi: appena 47. In totale dall’inizio dell’anno sono stati realizzati 48 trapianti di fegato (di cui uno da donatore vivente), 39 di rene (2 da donatore vivente), 10 di cuore, 4 di polmone e 1 combinato rene-pancreas.
«L’attività di donazione e trapianto – sottolinea Bruna Piazza, direttore del Centro Regionale Trapianti (Crt) – del primo semestre 2017 ci mostra dati da record, poichè mai registrati nella storia siciliana. Questo traguardo eccellente è stato raggiunto grazie alla pluriennale esperienza di tutte le professionalità che appartengono alla rete trapiantologica regionale e nazionale che hanno conseguito un livello di sinergia tale da consentire tale risultato. Grande plauso per tutti i professionisti con l’auspicio che tutto ciò diventi un dato costante».
Dall’inizio dell’attività presso il centro palermitano sono stati eseguiti oltre 1900 trapianti, di cui 207 trapianti pediatrici ed oltre 300 da donatore vivente (nel caso di fegato e rene). Quasi il 5 per cento dei pazienti di Ismett inoltre, proviene da altre regioni e circa il 2% da altre nazioni.
«Quest’anno – sottolinea Angelo Luca, direttore dell’Ircss Ismett – abbiamo consolidato la capacità di attrarre pazienti internazionali e in particolare pazienti pediatrici che provengono non solo dall’Est Europa, Medio oriente e America latina ma adesso anche da Paesi Nord Europei come Svezia e Danimarca che riconoscono nell’Istituto un centro di eccellenza nel campo dei trapianti e delle terapie di alta specializzazione».
Intanto c’è una grossa novità: nella compagine di Ismett entra a pieno titolo la Fondazione Ri.Med. Nasce così un centro integrato di ricerca e di cure di alta specializzazione. La Fondazione Ri.Med. è stata istituita nel 2006 con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, partnership internazionale fra Governo, Regione Siciliana, Consiglio Nazionale delle Ricerche, University of Pittsburgh, University of Pittsburgh Medical Center. Scopo della Fondazione, che ha sede a Palermo, è promuovere, sostenere e condurre, direttamente o indirettamente, progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie con particolare riferimento all’area biomedica. In questi mesi, e’ in corso la gara dei lavori per la costruzione del centro di ricerca della Fondazione in cui lavoreranno a pieno regime almeno 600 ricercatori. Per l’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Baldo Gucciardi, «si rafforza la credibilità di tutta l’offerta siciliana nel settore della salute, della medicina e della ricerca. Ritengo inoltre – ha aggiunto Gucciardi – che questo processo permetterà ad uno dei nostri migliori ospedali, l’Ismett, di raggiungere obiettivi ancora più importanti a favore dei pazienti».
Laura Raimondo, Amministratore delegato di Upmc Italy, gestore e socio di minoranza di Ismett-Irccs, insieme all’ospedale Civico di Palermo (socio di maggioranza) e – da oggi – alla Fondazione Ri.Med., ha commentato: «L’integrazione sancita dal nuovo accordo, delinea un progetto ambizioso non solo per il Sud d’Italia ma per l’intero Paese, frutto di un partenariato internazionale, impostato con la finalità di diventare uno dei pilastri della ricerca nazionale e europea. Si tratta di un progetto che ha ricevuto in modo bipartisan l’attenzione di numerosi governi ed in linea con le iniziative che questo e il precedente governo hanno avviato e sostenuto in altre aree d’Italia».

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