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Olimpiadi, a Parigi i Giochi del 2024 A Los Angeles quelli del 2028

. Da Losanna il Comitato olimpico internazionale risolve in un colpo solo il problema dei Giochi del 2024 e del 2028, premiando Parigi e Los Angeles, le uniche ad aver creduto fino in fondo nel sogno a cinque cerchi. E lo fa citando, nei fatti, De Coubertin in persona. Lui, che agli inizi del 1900, assegnò contestualmente a Parigi i Giochi del 1924 e ad Amsterdam quelli successivi, promettendo a Los Angeles che avrebbe avuto – come poi fu – quelli del 1932. Tra Parigi ed L.A., ieri come oggi. Balleranno ancora per un po’ tra Francia e Stati Uniti le Olimpiadi, ma solo per una questione di ordine temporale. E più che altro di dettagli. Ma comunque da Losanna passa il messaggio che mutando l’ordine degli addendi il risultato non cambia purché gli addendi siano d’accordo tra loro. Parigi e Los Angeles o Los Angeles e Parigi interessa poco. Quel che conta è che il 13 settembre prossimo, in quel di Lima, saranno assegnate due Olimpiadi invece che una.

Ieri, tra Parigi e Los Angeles, tra i sindaci Anne Hidalgo ed Eric Garcetti, c’era Thomas Bach che alzava il pugno di entrambi in segno di vittoria. La proposta del board sulla doppia assegnazione è stata appena approvata all’unanimità e, dunque, in quel doppio pugno alzato c’è pure l’esultanza di Bach stesso che aveva caldeggiato la soluzione. Giusto il tempo delle foto di rito che Hidalgo e Garcetti, sindaci della nuova era, si tuffano sui social a esultare. «Losanna segna il debutto di una formidabile storia nella famiglia olimpica. Grazie ai membri del Cio», scrive Anne con un significativo hashtag: #Paris2024. Mentre dalla stessa sala ma rivolgendosi agli utenti di un’altra parte di mondo, Eric parla di «un passo avanti verso il sogno olimpico», rendendosi forse conto che cavalcare l’euforia da qui al 2028 è un po’ più complicato con undici anni nel mezzo. Però i due tweet sono importanti perché fugano l’unico elemento di discordia: l’ordine dell’assegnazione. In assenza di accordo tra le due città, a Lima, il Cio sarebbe obbligato a procedere come da copione assegnando tramite votazione solo le Olimpiadi del 2024. Ma la Città degli Angeli sembra già ben contenta di attendere fino al 2028. Problema risolto. Sorrisi, pugni alzati, foto e tweet.
Chi si mangia le mani, tanto per cambiare, è l’Italia. Che se su Roma 2024 c’aveva messo un macigno da tempo, cullava la pazza idea – ora stroncata – di poter lanciare Milano verso i Giochi del 2028. Ci sarebbe un piano B ma il condizionale non basta a spiegare fino in fondo le sue scarse possibilità di realizzazione. Il capoluogo lombardo potrebbe scegliere di gettarsi nell’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali del 2026 forte della consapevolezza diffusa che pure tra neve e ghiacci non è che proprio si sgomiti per ottenere questa benedetta organizzazione a cinque cerchi. Tuttavia Milano ospiterà la Sessione Cio del 2019, proprio quella che dovrà scegliere la sede dei Giochi 2026. Un problemino che al momento è un ostacolo insormontabile visto che i regolamenti Cio vietano alla città che ospita la sessione di essere anche in lizza per l’assegnazione all’ordine del giorno. Il Coni spera. E di questi tempi non può fare altro.

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