| categoria: editoriale

Renzi? Lo stiamo perdendo

Matteo Renzi si sta avvitando su se stesso, è sempre più solo, anche buona parte delle sue “creature” politiche – primo tra tutti il ministro dell’economia Padoan, che tutto sembra fuorchè quello che realmente è – sta predendo le distanze. Ha perso sicurezza, aplomb. Ha sicuramente ancora un potere enorme, il partito leader alle spalle, controlla a sufficienza il governo e ha ancora fedelissimi dappertutto, anche all’interno dei poteri forti. Ma appare confuso e qualcuno si prende anche il lusso di portarlo garbatamente in giro davanti alle telecamere. Qualcuno gli ha consigliato di farsi scrivere un libro e di usarlo come una clava. Operazione raffinata, in altri tempi, oggi annoia e le “rivelazioni” interessano solo al mondo della politica, sono autoreferenziali, non interessano certo al paese. Viene subito dopo il best seller di De Bortoli, lanciato in apparenza per fare del male all’ex premier, ma alla fine finito nel dimenticatoio abbastanza in fretta. Renzi va a presentare il suo libro da Enrico Mentana, che lo tratta con disinvolta sufficienza. Mostra ancora la determinazione del leader ma non la capacità di condividere, ascoltare, fare alleanze (“Voglio prendere da solo – dice – il 40% alle elezioni”). Poi incassa la presa di distaza di Padoan , non tanto perché ha tranquillizzato i partner e l’Europa sul fatto che non ci sarà il deficit/Pil al 2,9% come minacciato da Renzi, ma perché lo ha minimizzato: “Il suo è un ragionamento espresso esternamente al Governo”., sottolinea a denti stretti il ministro, E Renzi viene in qualche modo limitato, quasi tenuto in panchina. Solo i fedelissimi gli fanno schermo. In fin dei conti è “solo” il segretario di un partito, il Pd, in difficoltà per via della scissione guidata da Pier Luigi Bersani, ha un nemico interno aggressivo, Franceschini, consapevole di essere maturo per giocare da leader. Renzi parla molto meno di prima e non si spiega. Il suo Pd è di sinistra? Con che altre forze politiche intende allearsi per formare una maggioranza di governo? Perché mai il paese – anestetizzato da Gentiloni – dovrebbe tornare ad affidarsi a lui? Come pensa di risolvere le emergenze, vedi migranti e lavoro. E il rapporto con l’Europa? Ha un’idea di piano finanziario e industriale? Chi lo consiglia? Tutti interrogativi senza risposta. L’impressione è che stia perdendo terreno rispetto allo standard minimo necessario per essere la guida del paese. Lo stiamo perdendo, e nessuno sembra veramente interessato a salvarlo.

PAGIN<3 CROINACHE SALUTE Sono i 'tobaco incidents', saliti del 70% in pochi anni Il fumo invade il cinema, e' boom di scene con sigarette nei film Negli ultimi anni si fuma in meno film fra quelli al top del box office, ma in compenso sono aumentate di oltre il 70% le scene in cui sono coinvolte le sigarette nei film in cui appaiono. Lo afferma un rapporto pubblicato sull'ultimo numero del bollettino del Centers for disease control (Cdc) statunitense, che propone per le pellicole dove si fuma di vietare la visione ai minori non accompagnati. Secondo lo studio tra i primi 143 film per spettatori negli Usa nel 2016 59 (il 41%) conteneva scene legate al fumo, in leggera discesa rispetto al 45% del 2010. Il numero assoluto di 'tobacco incidents', cioè di scene dove si mostra o si parla di sigarette e affini è però passato da 1,824 a 3,145, con un aumento del 72%. "La descrizione dell'uso di tabacco ormai è poco comune nei film per bambini - sottolineano gli autori - ma l'aumento del 43% dei 'tobacco incidents' in quelli vietati ai minori di 13 anni è particolarmente preoccupante da un punto di vista di salute pubblica, a causa della dimostrata relazione causale tra l'esposizione dei giovani al fumo nei film e la loro decisione di iniziare a fumare". Tra le soluzioni proposte ci sono il divieto di visione ai minori non accompagnati dei film dove appaiono le sigarette, la richiesta alle case produttrici di dichiarare se ricevono compensi dalle industrie del tabacco e il rifiuto dei sussidi ai film da parte degli enti locali per le pellicole con scene in cui si fuma. VOLERSI BENE/ I consigli dell'esperto per evitare contusioni Da surf a corsa in spiaggia, rischio traumi con gli sport estivi Dalla corsa sulla spiaggia al calcetto al surf: in Estate sono tanti gli sport da praticare ma il rischio, specie per chi è poco allenato, è quello di incorrere in traumi o contusioni. Da Andrea Grasso, chirurgo ortopedico dell'Istituto Neurotraumatologico italiano (INI), alcuni suggerimenti per chi vuole proteggersi da brutte sorprese legate all'attività fisica durante le vacanze estive. - PER CHI AMA CORRERE SULLA SPIAGGIA: La corsa sulla spiaggia può essere un buon allenamento per irrobustire la muscolatura di piedi e gambe, ma per gli sportivi improvvisati può essere un vero rischio per i tendini della caviglia e del piede. La corsa inoltre non è sicuramente un'attività consigliata per tutti coloro che hanno problemi alla colonna o agli arti inferiori perché le sollecitazioni generate ad ogni passo sono molto intense. Per ridurre il rischio di lesioni è sempre consigliabile correre sulla sabbia bagnata in prossimità della battigia dove il suolo è più compatto. Bisogna sempre indossare scarpe da corsa per non rischiare di tagliarsi o graffiarsi e per garantire al piede e alla caviglia un supporto adeguato durante le sollecitazioni della corsa. Evitate di correre su terreni in pendenza, la sabbia non dà un adeguato sostegno a piedi e caviglie comportando un aumento del rischio di danneggiamento delle articolazioni del piede, della caviglia e del ginocchio. - PER CHI PRIVILEGIA IL NUOTO: Specie per chi soffre di artrosi lombare e alle ginocchia il nuoto e l'acqua-gym sono attività decisamente consigliate. In acqua infatti il peso del corpo è inferiore e l'attività sportiva risulta meno traumatica per le articolazioni degli arti inferiori e della colonna vertebrale. L'attività in piscina può essere utile anche per quelle persone che vogliono mantenersi attive ma non hanno una buona preparazione fisica di base: in acqua infatti il rischio di lesioni acute per cadute o esecuzione di movimenti bruschi è quasi eliminato del tutto. Per chi soffre invece di patologie a carico dell'arto superiore il nuoto potrebbe non essere l'attività adatta: questo sport prevede infatti movimenti ampi e ripetuti delle braccia e può sovraccaricare i muscoli ed i tendini della spalla. Più a rischio sono gli stili rana e delfino. - PER I CICLISTI: Per i ciclisti è importante una regolazione ottimale dell'altezza e della posizione di manubrio e sellino. Il manubrio deve essere regolato in modo tale da non avere una posizione troppo flessa in avanti, comportando quindi un maggior sovraccarico dei dischi intervertebrali e la comparsa di dolore a livello lombare. La sella va invece regolata in base alla propria altezza in modo da ottenere una pedalata armonica con estensione completa del ginocchio. Utilizzare un sellino troppo basso può invece determinare un sovraccarico dell'articolazione del ginocchio, con il rischio di aggravare problematiche pre-esistenti come artrosi o lesioni meniscali oppure di causare lo sviluppo di fastidiose tendiniti. L'incidenza di queste lesioni può essere ridotta eseguendo un adeguato riscaldamento dei muscoli degli arti inferiori prima di iniziare l'attività sportiva vera e propria e scegliendo sempre l'intensità dell'allenamento in base alle proprie caratteristiche in termini di età e stato di forma. - PER GLI APPASSIONATI DI CALCETTO E BEACH VOLLEY: Nel beach volley i traumi più comuni sono la distorsione del pollice, la distorsione della caviglia e le fratture del polso. Per il calcetto invece gli infortuni acuti più frequenti sono rappresentati dai traumi muscolari, come contratture o strappi, e distorsioni della caviglia e del ginocchio. Come per tutti i traumi acuti, la prevenzione consiste soprattutto nell'avere una buona coordinazione motoria ed una preparazione fisica adeguata all'attività che si sceglie di svolgere. E' importante inoltre scegliere con cura le calzature ed eseguire lo sport su un campo da gioco adeguato. Oltre ai traumi acuti, in questi sport sono molto comuni anche le tendiniti del ginocchio, frequenti negli sport di scatto e in sport che richiedono attività ripetuta di salto. Il consiglio? Eseguire sempre esercizi di rinforzo e di stretching dei muscoli dell'arto inferiore, per mantenere una adeguata tonicità ed elasticità muscolare. - PER I TENNISTI Per chi pratica tennis vi è rischio di sviluppare tendinopatie del gomito, della spalla o del ginocchio. Meglio, quindi, tendere meno le corde della racchetta e riscaldarsi adeguatamente. Questi accorgimenti permettono di ridurre al minimo il rischio di sovraccaricare i tendini dell'arto superiore e inferiore. Lo stretching alla fine dell'allenamento è inoltre indispensabile per evitare contratture o strappi a carico dei muscoli delle braccia e delle gambe che sono costantemente sollecitati in questo sport. Poiché il tennis richiede anche frequenti accelerazioni e cambi di direzione, non sono rare le lesioni acute dell'arto inferiore, soprattutto le distorsioni di caviglia. Per evitare questo tipo di lesioni è consigliabile utilizzare sempre calzature adatte che forniscano un supporto adeguato alla caviglia e al piede e mantenere sempre tonici i muscoli con esercizi specifici. - PER I SURFISTI Anche i surfisti devono prestare attenzione. Alle lesioni acute dell'apparato osteoarticolare o dell'apparato miocapsulolegamentoso si affiancano le lesioni croniche, tra cui le rachialgie posturali, le tendinopatie inserzionali e le borsiti. È opportuno un buon allenamento pre-estivo finalizzato al rinforzo della muscolatura quadricipitale, glutea, della colonna e dell'arto superiore. Inoltre, durante il periodo di attività sportiva è bene eseguire stretching del rachide dorso-lombare a fine allenamento, per evitare la comparsa di dolori alla colonna vertebrale, e allungamento della muscolatura degli arti superiori ed inferiori, per evitare dolorose contratture o la comparsa di tendinopatie. 3 allegati

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