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Umbria, sette borghi da riscoprire

la chiesa di santa Chiara a Montefalco

la chiesa di santa Chiara a Montefalco

Ben 8.456 chilometri quadrati di colline, boschi, alture, fiumi e laghi; 4.287 chilometri di strade che attraversano cittadine, centri medievali e un’infinità di borghi, di cui 26 appartenenti al prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. Ovunque, da fitte boscaglie e da terreni ondulati ricoperti di ulivi, vigneti e campi di grano, spuntano castelli, monasteri, eremi e abbazie che si alternano a case in pietra e a piccoli e placidi paesi arroccati da secoli sulle colline, luoghi di nascita di grandi maestri dell’arte e dello spirito. Ovunque si svolgono festival, tornei medievali, spettacoli teatrali e concerti, mentre la ricca enogastronomia locale richiama golosi e appassionati da tutto il mondo. L’Umbria è una terra ricca di spunti di viaggio, che regala visite culturali, spirituali e gastronomiche in una natura sorprendente, in un saliscendi di emozioni tra borghi che meritano tutti una visita. Ecco una piccola selezione di questi suggestivi centri abitati, da scoprire o riscoprire, e dove è piacevole passeggiare e immergersi nel folclore locale.

Corciano domina da secoli una collina alle porte di Perugia ed è un luogo da favola, un borgo d’origine medievale nato, secondo un’antica leggenda, per opera di Coragino, uno dei compagni di Ulisse. Perdersi tra le sue viuzze è come fare un salto nel tempo, quando il borgo era uno strategico luogo fortificato con torri e mura di cinta sulla strada per il lago Trasimeno. Nel centro storico meritano una visita la piazza principale con la chiesa di santa Maria Assunta e il campanile; il palazzo municipale risalente al XVI secolo con il museo paleontologico; il palazzo del Popolo e quello dei Priori e della Mercanzia; il ricco museo della casa contadina e il torrione di Porta Santa Maria, costruito nel 1482 e oggi emblema di Corciano. Imperdibili a luglio e ad agosto sono le sagre gastronomiche che richiamano mercatini e spettacoli di strada, musica e teatro dialettale. Dal 5 al 20 agosto c’è anche un interessante festival d’arte che da 53 anni organizza mostre, concerti e un concorso.
Proseguendo sulla statale SS75 e superata la magnifica cittadina di Assisi si arriva a Spello, borgo-presepe suggestivo e scenografico, ricco di opere d’arte e di culto, da visitare possibilmente verso l’ora del tramonto, quando i giochi di luce e di colori sui suoi palazzi e chiese, costruiti con la pietra rosa del monte, ammaliano e sorprendono. Al centro storico vi si accede attraverso il Portonaccio, una porta-torre del XVI secolo che corre lungo l’antica cinta muraria romana del borgo. A Spello, nota per la sua bellezza sin dai tempi di Cesare che la ribattezzò “splendida colonia Julia”, si visitano anche i resti dell’anfiteatro romano che fanno compiere un vero salto nel passato. Uno dei più antichi accessi alla città è porta dell’Arce che conduce alla terrazza del Belvedere, dove la vista spazia sulla piana del fiume Topino e, in lontananza, su Assisi. Nel borgo, pervaso da sempre da un forte spirito francescano, ci sono numerose chiese che meritano una visita, tra cui sant’Andrea Apostolo e la collegiata di santa Maria Maggiore, dove si ammira la cappella Baglioni, decorata da alcuni dei migliori affreschi del Pinturicchio. Passeggiando per il centro storico ci si perde in un intrico di strade e vicoli e si sbircia tra i balconcini fioriti, le botteghe artigiane che lavorano il legno e gli archi di pietra che regalano scorci di una bellezza unica. Tra gli eventi estivi da non perdere c’è Hispellum (www.hispellumjulia.it), che dal 24 al 27 agosto permette di conoscere il volto romano del borgo attraverso spettacoli equestri, giochi di strada, riti sacri e una tipica cucina imperiale. E’ l’occasione per scoprire i luoghi della Spello di Costantino, dal santuario degli Umbri ai mosaici della villa romana in località sant’Anna, in un itinerario storico-archeologico di grande suggestione. Un altro modo per scoprire il borgo è partecipare a “Spello cammina! Scopri il territorio”, un’iniziativa interessante e divertente con passeggiate in gruppo e percorsi di lunghezza differente una volta alla settimana.
Deviando sulla statale che porta verso le Marche, dopo qualche tornante sulla vecchia strada Flaminia, si arriva a Nocera Umbra, che domina un colle ricoperto di boschi. La visita al borgo medievale comincia dal suo simbolo, la torre civica risalente all’XI secolo, unico elemento rimasto di un’antica fortezza che svetta dal punto più alto. Un altro emblema del borgo medievale è il Palio che si svolge la prima settimana d’agosto, rievocazione storica della sfida cavalleresca medievale dei due quartieri di Nocera, porta santa Croce e borgo san Martino; tutto ricorda il medioevo, dai vestiti alle taverne, dai menu all’atmosfera tra i vicoli. Anche il centro storico, ricco di scorci panoramici e viuzze suggestive, si anima nel mese di agosto con mostre fotografiche e di pittura, con concerti, sfilate in costume e degustazioni dal sapore medievale nelle taverne allestite nei locali e nei negozi del borgo; anche i menu sono rigorosamente trecenteschi, accompagnati dall’acqua minerale della zona, famosa in tutta Italia. L’acqua, detta “bianca” o “santa” era conosciuta anche ai tempi di san Francesco, che, gravemente malato, si recò a Nocera dove trascorse l’estate del 1226 per curarsi; tornò poi ad Assisi con una solenne delegazione di cavalieri che lo scortò fino alla città natale. Oggi c’è la possibilità di ripercorrere questa esperienza di circa 32 chilometri a piedi, a cavallo o in bicicletta, attraverso i silenziosi sentieri – tutti segnalati dalla Tau gialla – all’ombra dei boschi del Subasio e trovare ristoro alle celebri acque di Nocera dove vengono consegnati una merenda e un passaporto del pellegrino, con il quale si entra gratuitamente nella pinacoteca di san Francesco, nel museo archeologico e nella torre civica. Info: www.nocerainumbria.it
Ritornando verso Foligno, in direzione sud, e viaggiando sulla statale SS3 si incrociano deliziosi borghi abbarbicati sui monti; uno di questi è Trevi, vertiginoso borgo arrampicato sulla cima di una collina completamente ricoperta di ulivi. Il borgo, citato già da Plinio e ammirato da Leopardi, è delimitato da una cinta muraria ed è caratterizzato da vicoli acciottolati, bellissimi da seguire fino in cima dove si staglia la cattedrale romanica di sant’Emiliano. Il suo cuore antico ospita case di pietra in un labirinto di viuzze medievali, chiese ed edifici, eleganti e prestigiosi, come Palazzo Lucarini, che ospita mostre d’arte contemporanea, Palazzo Natalucci noto per le caratteristiche porte arabe, Palazzo Valenti che conserva una delle più antiche raccolte archeologiche umbre e Casa Petrucci, costruzione rinascimentale con graffiti sulla facciata. Ci sono anche il palazzo comunale del Duecento con la torre civica e il teatro Clitunno, sede di numerosi spettacoli. Prima di lasciare il borgo è bene visitare la chiesa dedicata a san Francesco, in stile gotico, con un organo monumentale e un crocifisso del Trecento. L’ex convento annesso alla chiesa ospita opere d’arte su san Francesco e il museo regionale della civiltà dell’olio: Trevi, infatti, è la città dell’olio con i suoi tanti frantoi e aziende agricole da visitare e dove fare acquisti.
Dall’olio si passa al vino di Montefalco, borgo medievale circondato dai generosi vigneti di Sagrantino. Soprannominato la “ringhiera dell’Umbria” per la sua privilegiata posizione panoramica, il borgo medievale regala passeggiate tra piazze irregolari colme di norcinerie e taverne e di vie strette, acciottolate, dove sorgono pinacoteche e cantine accanto a palazzi storici e a chiese ricche di tesori artistici. Meritano una visita più approfondita il palazzo comunale, le chiese di santa Chiara, sant’Agostino e san Bartolomeo e l’ex chiesa di san Francesco, che oggi ospita un complesso museale con le opere pittoriche di Benozzo Gozzoli e con una Natività del Perugino. Montefalco culmina nella piazza tonda dove si affacciano il palazzo comunale e la torre che regala panorami mozzafiato sulla valle umbra da Perugia a Spoleto, e con Assisi che si illumina di notte come un presepe. Imperdibili sono la festa dell’uva a settembre e, nelle prime tre settimane d’agosto, le rievocazioni storiche che culminano con la “Fuga del Bove”, torneo rinascimentale tra i quartieri del borgo (www.fugadelbove.it).

Sulla strada che da Perugia viaggia verso il lago Trasimeno fino a Chiusi si arriva a Panicale, il borgo-castello dei pittori e dei poeti. E’ un incantevole luogo ricco d’arte e di storia a ridosso della valle del fiume Nestore e del Trasimeno con spettacolari viste panoramiche. Qui nacque Tommaso di Cristoforo Fini, in arte Masolino da Panicale, maestro del Masaccio, e lavorarono grandi artisti come il Perugino. Da visitare, dentro le mura e superate le porte medievali, molte bellezze architettoniche che si distribuiscono su tre piazze allineate verso il colle: palazzo Pretorio del Trecento; la collegiata di san Michele Arcangelo d’epoca longobarda; la piccola chiesa di san Sebastiano, arricchita dal Martirio di san Sebastiano, capolavoro del Perugino; il palazzo dei Podestà in stile lombardo gotico e il piccolo teatro Cesari Caporali, impreziosito da stucchi e medaglioni. Il punto di forza del borgo, tuttavia, resta la posizione panoramica sul colle verso il lago – Panicale significa Pani calet, cara a Pan, il dio dei boschi – che ha molto ispirato gli artisti locali.

A nord di Perugia, verso Città di Castello, c’è un borgo un po’ fuori dai grandi circuiti turistici che merita una visita. E’ Montone, un paesino medievale cinto da mura e arroccato su un colle che domina l’alta valle del Tevere, dove è piacevole passeggiare tra scalinate, vicoli e case in pietra che d’estate ospitano locali e taverne. Nel borgo le automobili sono assolutamente bandite: si gira solo a piedi lungo strade strette e in pietra che riportano indietro nella storia. Tra i monumenti da non perdere ci sono la trecentesca ex chiesa di san Francesco con una pinacoteca e un vicino balcone naturale che si affaccia sulla Valtiberina, e il museo nel vicino convento con dipinti e una crocifissione lignea del Duecento. Poco fuori dal centro è da vedere anche la Rocca d’Aries, maestosa fortezza voluta dalla famiglia di Braccio Fortebracci, famoso capitano di ventura locale e signore di Perugia. Dal 12 al 20 agosto si rievoca la “donazione della sacra spina”, una celebrazione molto sentita nel borgo, che ricorda con un corteo storico il dono alla città nel 1473 da parte del figlio di Braccio Fortebracci di una spina della corona di Cristo. Per tutto il mese si festeggia in piazza e nelle taverne.
Per maggiori informazioni: www.umbriaturismo.net

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