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Gerusalemme, attentato alla spianata delle moschee: morti due agenti, uccisi i tre assalitori

GerusalemmeIn un episodio senza precedenti tre persone, tutti cittadini di Israele arabi-israeliani, hanno aperto il fuoco stamani dall’interno della Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Gli attentatori sono stati neutralizzati in seguito ad uno scontro a fuoco con la polizia israeliana in cui anche due agenti sono rimasti uccisi e uno è ferito. La Spianata (il Monte del tempio in ebraico) è stata evacuata e chiusa. Oggi, venerdì, non ci sarà la giornata di preghiere.
Gli autori dell’attentato erano tutti i e tre residenti nella città israeliana di Um el-Fahem (60 chilometri a nord di Tel Aviv). Lo ha reso noto lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano, secondo cui non avevano alcuna particolare affiliazione politica. Alcuni siti riportano l’immagine scattata stamane nella Spianata delle Moschee da uno degli attentatori accompagnata da un testo che sembrava preludere alla sua decisione di immolarsi. Ad Um el-Faham, secondo fonti locali, la polizia sta ispezionando la casa di uno degli attentatori.

La portavoce della polizia Luba Samri: «Tre terroristi che erano arrivati sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee, ndr) si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato in loro direzione e quindi hanno cercato riparo all’interno di una moschea. C’è stato un inseguimento e i tre terroristi sono stati eliminati dai poliziotti. Addosso avevano due fucili Carl Gustav e una pistola».

L’attacco viene esaltato da Hamas e dalla Jihad islamica, che tuttavia si astengono dal rivendicarne la paternità. Abdel Latif Qanou (Hamas) ha detto alla stampa che «la benedetta operazione di martirio mette in evidenza la determinazione del nostro popolo a resistere alla brutale occupazione» e che essa è anche «una conseguenza naturale di una serie di crimini» da lui attribuiti ad Israele. Anche la Jihad islamica, in un comunicato, colloca l’attentato odierno nella Spianata in un contesto più vasto di «manifestazioni di coraggio del nostro popolo contro le forze di occupazione , che devono guardarsi adesso dal varcare una linea rossa». Abbas Zaki, del Comitato centrale di al-Fatah, attribuisce ad Israele la responsabilità di fondo di quanto è avvenuto oggi a Gerusalemme. «Nel Medio Oriente – ha dichiarato – non ci potranno essere pace nè stabilità finchè non sarà messa fine alla occupazione».

«Lo status quo sul Monte del Tempio» sarà «mantenuto», ha detto dopo l’attacco il premier Benyamin Netanyahu riferendosi alle intese anche internazionali per la gestione del luogo sacro ad ebrei e musulmani. «È stata decisa la chiusura – ha spiegato il premier presiedendo una riunione di emergenza – per motivi di sicurezza. Saranno condotte ricerche per assicurarsi che non ci siano altre armi sul Monte del Tempio».

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