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Concorsone Arsarp: la Procura di Campobasso apre l’inchiesta

L’assunzione di numerosi amministratori locali nell’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca finisce nel mirino della magistratura. Le indagini sono condotte dal pm Nicola D’Angelo

CAMPOBASSO. Procedure discutibili, una tempistica assurda e le indiscrezioni sulla solita lista di “beneficiari amici” che lasciano tanti dubbi. Questi gli ingredienti dell’elenco dei nuovi contrattualizzati con l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca, finito nel mirino della magistratura. Il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Campobasso, Nicola D’Angelo, ha aperto un fascicolo per accertare la regolarità o meno del concorsone che ha visto l’assunzione di molteplici figure alcune delle quali rientranti nel ruolo di amministratori di svariati comuni molisani.

Si tratta del fascicolo numero 2451 del 2016 al momento ancora a carico di persone ignote. La denuncia di cui si sta occupando il pm Nicola D’Angelo pone in evidenza, inoltre, tre dubbi sul concorso Arsarp: “l’ipotesi di trucco con il suggerimento del candidato segnalato (nel caso in cui non sai la risposta o sei indeciso non barrare il questionario (lasciando sottintendere che la crocetta nella casella giusta potrebbe essere stata apposta successivamente sia dal candidato stesso ma anche da altri); il ruolo del commissario straordinario Arsarp “che anche dirigente al Comune di Campobasso andato via dall’Agenzia regionale il giorno dopo aver stipulato i contratti e aver firmato i decreti” a ridosso dell’elezione alla Provincia di Campobasso di cui lo stesso sindaco di Campobasso è stato eletto presidente mentre, di contro, gli assunti amministratori erano elettori; “qualche fidanzata di sindaco”.

La storia del concorsone era già stata oggetto di attenzione da parte del mondo politico, imprenditoriale e mediatico su territorio molisano e parte dal 26 giugno 2015 quando il commissario straordinario Asarp pubblica un decreto che prevede la “formazione di un elenco (short list) di esperti da utilizzare per l’attuazione delle attività delegate dalla Regione Molise”. Il decreto viene pubblicato a soli 11 giorni dalla scadenza del band e precisa che “con l’istituzione dell’elenco non si intende porre in essere alcuna procedura concorsuale, che non sono previste graduatorie o attribuzione di punteggi” e che l’inserimento nell’elenco non comporta “alcun diritto o aspettativa ad ottenere un incarico professionale da parte dell’Arsarp, bensì il conferimento di eventuali incarichi individuali con contratti di collaborazione sulla base delle specifiche esigenze che di volta in volta si presenteranno”. Neanche a dirlo, e ad aprile 2016 si annuncia una prova selettiva a quiz con risposta multipla (seguiti d a una prova orale ce l’Agenzia si riserva di poter espletare) a cui i 464 iscritti nell’elenco possono partecipare per formulare una graduatoria di merito per ciascuna area e per ciascun profilo. Anche il Tar Molise, su ricorsi presentati, aveva ritenuto che “le censure proposte avverso la procedura selettiva siano fornite di del necessario fumus di fondatezza, attesa l’anomala modalità di espletamento della selezione che, tra l’altro, sembra non aver garantito il rispetto della regola fondamentale dell’anonimato delle procedure concorsuali”. La graduatoria fornisce l’elenco di coloro che sono stati contrattualizzati per un anno, rinnovabile, con uno stipendio annuo lordo compreso tra i 15 e i 25 mila euro per attuare il Programma di sviluppo rurale, sia per la vecchia che per la nuova programmazione. Si tratta di incarichi che hanno strettamente a che fare col lavoro svolto nell’assessorato regionale all’Agricoltura, tanto che non mancano assunti dall’Arsarp già in servizio negli uffici dell’assessore Vittorio Facciolla. Inomi dei diversi amministratori locali presenti nell’elenco, molti dei quali riconducibili per vicinanza politica alla Giunta regionale, sono rappresentanti di Comuni che possono essere richiedenti delle misure del Psr 2014 – 2020 a cui va aggiunto che tali Comuni, e per essi i sindaci vincitori di concorso all’Arsarp, fanno parte dei Gal e quindi titolari delle misure del Psr nonché addetti a valutarne i relativi progetti. “Quindi – si legge sulla denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Campobasso – un sindaco contrattualizzato dell’Arsarp può, contemporaneamente, contribuire a istruire un progetto che magari poi gestirà come Gal”.

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