| categoria: sanità Lazio

IL PUNTO/ Quello scontro segreto per il potere nella sanità laziale

Che la politica della sanità laziale sia confusa lo capiscono anche i bambini. Sui motivi del caos, dello sgoverno, della ingovernabilità val la pena di riflettere . Un problema della cabina di regia? Ma sono solo degli esecutori, dei passacarte. Quindi è il governatore l’imputato? Sicuramente sì, non è un segreto che si muova per interesse politico/elettorale. Cerca un ritorno facile alla guida della Regione, o un trampolino importante per un salto di carriere. Un ritorno che sembra ostacolato dalle scelte che sta per fare il ministro della sanità Lorenzin che non ha ancora deciso se tornare al governo con il centro sinistra o con il centro destra, ma che punta comunque a consolidare il suo potere. Beatrice intende vendere in modo chiaro la sua posizione dopo aver inserito in ogni posto valido di sanità persone a lei vicine. Come sta facendo in questi giorni per l’ordine dei medici di Roma e provincia, dove intende candidare Stefano De Lillo, passato da Forza Italia al nuovo centro destra di Alfano. Mai un ministro della sanità era sceso in campo così direttamente per garantire una certa linea alla presidenza dell’ordine dei medici capitolino, che dopo il decesso di Lala è presieduto da Giuseppe Lavra.Il mondo della medicina vede male le intromissioni dei politici, si parla di una lista unitaria indipendente. Per ora sono parole.
Di nomine in sanità si parla e si discuter molto in questi giorni, la lotta per le conferme dei direttori generali in questo clima ormai pre-elettorale si sta facendo sempre più dura. La cabina di regia sembra lavorare anche per se oltre che per Zingaretti, i partiti che hanno sostenuto la giunta non sono più nelle posizioni di inizio legislatura, ognuno pensa a salvare il salvabile. Avere le mani in pasta in sanità significa tanti voti di preferenza da gestire, in vista delle regionali: E’ una questione di potere. Si muovono anche i sindacati, si muove il risiko delle poltrone, ogni mossa ha un significato preciso e qualche direttore generale si sente già investito di superpoteri. Altri cercano di rendersi invisibili, lo spoil system talvolta risparmia qualcuno. Inutile dire, con un residuo di buon senso, che spostare questo o quell’altro manager serve a poco se non si impone una nuova rotta che deve essere quella della capacità assistenziale da parte di tutte le strutture pubbliche e di quelle accreditate. Zingaretti parla di una sanità che risponde alle esigenze del territorio ma gli risponde dall’altra parte Lorenzin che dice che la sanità del Lazio è una delle ultime nella classifica delle regioni Italiane e che quindi va ulteriormente potenziata con capacità amministrative e tecniche e professionali . Siamo allo scontro diretto tra due personaggi della politica che si trovano oggi- bene o male – dalla stessa parte della barricata ma che potrebbero non esserlo più tra qualche mese. E francamente non sappiamo cosa augurarci. In termini di efficienza vale la pena di citare l’ultimo dato statistico sulla efficienza del sistema sanitario .Si parla di tre strutture, il Campus Biomedico, il Policlinico Casilino e il Policlinico Gemelli. Tutte le altre sono in coda. I cittadini di Roma e quelli del Lazio meritano di meglio.
il corvo

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