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Migranti, sbarchi senza sosta rivolta dei sindaci

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La misura è colma, e basta un pugno di migranti per far saltare i nervi ai sindaci di mezza Italia, già provati da un’emergenza che non accenna a diminuire. Dallo sciopero della fame effettuato da Giovanni Corbo, sindaco dem di Besnate, nel Varesotto, alle barricate del primo cittadino di Castell’Umberto, in provincia di Messina, fino a quello di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, (M5s), la tensione continua a salire. E si diffonde con facilità attraverso i social network. L’ultimo invito alla protesta è arrivato due notti fa, quando 50 migranti minorenni sono stati trasferiti nel comune di Castell’Umberto. Il sindaco Vincenzo Lionetto Civa si è messo su Facebook e insieme ad alcuni residenti ha organizzato delle barricate con le auto, bloccando le vie d’accesso che portano all’ex hotel Il Canguro, scelto per ospitare i profughi. Il picchetto è continuato fino a ieri mattina e il primo cittadino ha fermato l’allaccio dell’energia con un gruppo elettrogeno, sospendendo l’erogazione alla struttura. Poi in serata ha deciso di fare dietrofront e riportare la luce.

ATTO UNILATERALE
La reazione al nuovo arrivo di migranti lui la motiva dicendo che si è trattato di un atto unilaterale della prefettura. E in post pubblicato su facebook ha scritto: «Un minuto fa, senza preavviso, la prefettura di Messina mi ha informato che gli immigrati saranno trasferiti presso l’hotel il Canguro. Non ritengo questo un atto di coinvolgimento istituzionale corretto. Mi sto recando immediatamente sul luogo dove, indossando la fascia tricolore, bloccherò l’ingresso con la mia autovettura della struttura alberghiera, anche perché è un luogo che è stato dichiarato inagibile da mesi, senza luce, con acqua fornita dal comune di Castell’Umberto». Tutto questo mentre la prefettura di Messina replicava: «L’albergo è in ottime condizioni e si trova nel territorio di Sinagra non di Castell’Umberto, anche se i due comuni sono vicini». Comunque – è stato aggiunto – a breve 25 migranti su 50 saranno trasferiti. Sinagra, a sua volta, pur accettando la decisione, ha fatto sapere che erano a conoscenza dell’arrivo degli altri 25. Anche se il primo cittadino Nino Muscà ha puntualizzato: «Dovevano essere portati nel comune di Merì, ma poi è stato accertato che l’immobile scelto non aveva i requisiti di agibilità. Per l’accordo tra l’Anci e il Viminale sono previsti 2,5 migranti ogni mille abitanti. Sinagra ne ha 2700, quindi certo non ce ne sarebbero spettati 50». In serata, Vincenzo Civa ha ridimensionato la protesta anche se ha voluto difendere la sua scelta: «Non siamo razzisti. I sindaci dei Nebrodi hanno sempre accolto i migranti e continueranno a farlo, ma servono le giuste strutture e anche un coordinamento istituzionale migliore». Parole accompagnate da un altro ripensamento: la scelta di far entrare il gruppo elettrogeno che deve fornire luce all’hotel.

DICIOTTO MILIONI DI MULTA
Se nel messinese è esplosa la tensione, la giornata è stata difficile anche nei due porti in cui sono approdati i 1500 tratti in salvo due giorni fa. E mentre l’inglese Times spiegava che l’Italia sarebbe pronta a minacciare la Ue con la concessione di migliaia di visti temporanei (ma né Palazzo Chigi né il Viminale confermano), a Corigliano sono sbarcati in 923, tutti subsahariani: 595 uomini, 121 donne (14 incinte) e 203 minori. Gli adulti saranno trasferiti in altre regioni, i minori non accompagnati resteranno in Calabria. Ma le strutture di accoglienza per i ragazzi di Corigliano «sono ormai sature, non abbiamo più immobili dove collocarli», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Geraci, che ha definito la situazione «una tragedia». Anche a Bari, tra i 644 nordafricani scesi dalla nave militare inglese, c’erano minori non accompagnati e tanti bambini, persino di pochi mesi, e donne incinte, oltre a un uomo ferito. Mentre a un altro scafista, accusato di aver trasportato dalla Libia alla Sicilia 750 migranti, è stata inflitta dal tribunale di Palermo una pesantissima pena pecuniaria: dovrà pagare 18,7 milioni di euro, oltre a scontare otto anni e mezzo di reclusione. Iniziative contro centri di accoglienza per i migranti ci sono state anche a Pistoia e San Salvo, in provincia di Chieti, dove il sindaco Tiziana Magnacca ha fatto una conferenza stampa davanti a un ex albergo destinato a ospitare rifugiati..
C. Man.

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