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Cyberspionaggio: restano in carcere i fratelli Occhionero

I fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero restano in carcere. L’ha stabilito il giudice monocratico di Roma, che ha respinto le istanze di scarcerazione presentate nel corso dell’ultima udienza che vede imputati i due per cyberspionaggio, per aver tentato di violare le caselle di posta elettronica di alti esponenti delle istituzioni. Tra le possibili vittime dei fratelli, finiti in manette lo scorso 9 gennaio, due ex presidenti del Consiglio, Mario Draghi, funzionari di Stato e imprenditori. Il pm Eugenio Albamonte, titolare del fascicolo, aveva dato parere contrario alla scarcerazione dell’ingegnere Giulio e favorevole a quella della sorella.

Per il giudice Antonella Bencivinni, nel caso dell’uomo, «i gravi indizi di colpevolezza permangono, allo stato, inalterati». Nell’ordinanza firmata dal magistrato si legge che non ci sarebbe stato nessun «affievolimento del pericolo di inquinamento probatorio, alla luce della conclusione delle indagini preliminari». Anzi, se venisse mandato ai domiciliari, Occhionero potrebbe intraprendere un’«opera di distruzione probatoria» e reiterare il reato. Nell’atto si legge che a suo carico resta inoltre concreto il pericolo di fuga. Osservazioni simili sono state fatte dal magistrato anche in relazione a Francesca Maria Occhionero.

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