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Siamo sicuri che sia stata fatta giustizia fino in fondo?

Giustizia è stata veramente fatta? Possiamo sentirci soddisfatti della sentenza su Mafia Capitale? I dubbi di molti addetti ai lavori rimangono tutti, il compromesso raggiunto (pene salate, niente associazione mafiosa) consente un minimo di equilibrio. I cattivi sono comunque messi in condizione di non nuocere, l’idea di una cupola di stampo mafioso che governasse gli affari romani viene archiviata. Minimizzare sarebbe sbagliato e pericoloso, le due menti criminali che gestivano un potere incredibile fondato da un lato su ricatto e terrore e dall’altro su guadagni facili sono sistemate, gli altri sono figure di sfondo e il loro ruolo probabilmente è sopravvalutato. Ma andava dato un segno e qualcuno ha pagato un prezzo probabilmente troppo alto per peccati veniali che altri negli stessi contesti continuano a commettere indisturbati. Si è voluto caricare Mafia Capitale e quella “terra di mezzo” di significati eccessivi, l’enfasi non è stata mai una buona arma. Pignatone e i suoi hanno dunque messo in sicurezza la capitale? Certo che no, senza i “buoni uffici” di Buzzi e Carminati la metà dei servizi non funziona, l’azzeramento degli appalti ha proiettato Roma in una dimensione di caos epocale. Mentre quell’area grigia all’interno della quale si consumavano gli affari oltre i confini del lecito ha continuato a lavorare a pieno ritmo appena sfiorata da indagini e processi. Qualche personaggio è entrato ed uscito dalle strategie investigative degli inquirenti senza lasciare tracce apprezzabili. Basta leggere le cronache politiche/giudiziarie dei giornali per capire che la lotta alla corruzione è sempre ai primi passi. Gli intrecci tra politica, finanza e malaffare non hanno conosciuto soste né contraccolpi significativi. Siamo sicuri che giustizia sia stata fatta fino in fondo? Quante mzrionette e quanti burattinai ci sono ancora sul palcoscenico romano?

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