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Al Nobel Orhan Pamuk il Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa 2017”

Antonio Fiasconaro

Il romanzo d’amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli dal titolo “La donna dai capelli rossi” (Einaudi), autore Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006 è il vincitore della XIV edizione del Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa 2017”. Lo scrittore, accademico e saggista, nato a Istanbul nel 1952, sarà presente alla cerimonia di premiazione si terrà sabato 12 agosto alle ore 21 in Piazza Matteotti a Santa Margherita di Belice (Trapani).

“Pamuk – spiega Gioacchino Lanza Tomasi, presidente della giuria del Premio Lampedusa – è al momento un autore al vertice degli interessi accademici. L’ultimo romanzo ci riserva ancora una volta una operazione culturale e letteraria sorprendente. La crudeltà del testo di Sofocle è al centro della rappresentazione dell’uomo istintuale presso i maggiori tragici del mondo, da Racine a Nietzsche, da Max Reinhardt a Hugo von Hofmannstahl, questi ultimi, coevi di Sigmund Freud. Pamuk – conclude – applica questo schema all’evoluzione della Turchia a quasi un secolo dalla rivoluzione di Ataturk. Protagonista del romanzo è una famiglia legata da rapporti incestuosi e conflittuali”.

Alla cerimonia di premiazione condotta da Daniela Poggi, sarà presente la giuria del Tomasi di Lampedusa, presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi, e composta da Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara e Mercedes Monmany.

Nelle precedenti edizioni il riconoscimento è stato assegnato a: Abraham B. Yehoshua con il romanzo La Sposa liberata, Tahar Ben Jelloun con Amori stregati, Claudio Magris con Alla cieca, Anita Desai con Fuoco sulla montagna, Edoardo Sanguineti con Smorfie, Kazuo Ishiguro con Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo, alla memoria di Francesco Orlando con La doppia seduzione, Valeria Parrella con Ma quale amore, Amos Oz con Il Monte del Cattivo Consiglio, Mario Vargas Llosa con Il sogno del Celta, Javier Marias con Gli innamoramenti, Fleur Jaeggy con Sono il fratello di XX ed Emmanuel Carre’re con Il Regno. Il Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha il patrocinio del ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Sul palco di Santa Margherita di Belice, insieme allo scrittore, ci saranno due grandi artisti della musica italiana: Peppe Servillo accompagnato dal Solis String Quartet ed Eugenio Finardi che proporrà alcuni dei suoi brani piu’ noti. Il noto attore palermitano Lando Buzzanca, invece, rappresenterà la Sicilia del Gattopardo con un omaggio al cinema italiano.

«Ospitare Pamuk, uno scrittore conosciuto e amato in tutto il mondo, insignito con il Nobel massimo riconoscimento per la letteratura, è per noi motivo di grande orgoglio – dice Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita – Orhan Pamuk ha reso Istanbul, la sua citta’ natale, immortale così come Giuseppe Tomasi di Lampedusa con “Il Gattopardo”, uno dei capolavori del Novecento, ha reso la Sicilia punto focale degli interessi dei lettori e dei critici letterari di tutto il mondo. Santa Margherita ancora una volta vuole puntare la sua attenzione su cultura e bellezza, elementi necessari per la crescita della nostra terra, avere avuto nel giro di pochi anni due premi Nobel, come Pamuk e Vargas Llosa, è il segnale che la Sicilia ha voglia di confrontarsi con i più grandi della letteratura».

I romanzi di Pamuk sono stati tradotti in più di quaranta lingue, Einaudi ha in corso di stampa tutte le sue opere e ha finora pubblicato Il castello bianco, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, La casa del silenzio, Istanbul, Il libro nero, La valigia di mio padre, Il Museo dell’innocenza, Altri colori, Il Signor Cevdet e i suoi figli, Romanzieri ingenui e sentimentali, L’innocenza degli oggetti, La stranezza che ho nella testa e La donna dai capelli rossi.

Ha vinto il Premio Nobel con la seguente motivazione: «Nel ricercare l’anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture».

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