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Condannato per furto di energia elettrica cambia sesso, la giustizia ricomincia da capo

Antonio Fiasconaro

I paradossi della giustizia possono anche far emergere fatti che, di conseguenza, prima fanno sorridere e poi, come è di regola, aumentano i tempi, facendo lievitare i giorni, i mesi e gli anni prima di emettere una sentenza di condanna o di assoluzione, che sia.

Quanto accaduto, lasciando di stucco cancellieri e giudici, è accaduto a Palermo.Giustizia più lenta che inesorabile, dunque, che non tiene conto di come, fra quando viene commesso un reato e quando si cerca di punirlo, le persone possano cambiare. Ecco la storia: sono andati a notificare il decreto penale a quattro anni dai fatti e hanno scoperto che il condannato, nell’attesa che la giustizia – tradizionalmente lenta ma inesorabile – facesse il suo corso, era diventata una condannata. Proprio così: il condannato era prima un uomo e adesso a distanza di quattro anni si scopre, invece, che è una donna.

L’uomo che il 28 agosto 2013 aveva rubato l’energia elettrica, tanto da meritare il decreto, ha cioè cambiato sesso. Cosa che ha costretto il giudice che aveva emesso il provvedimento, il Gip di Palermo Nicola Aiello, a una rettifica, dopo l’acquisizione del certificato dell’anagrafe del Comune di Bagheria in provincia di Palermo, che ha confermato che Angelo non esiste più e ora al suo posto c’è, invece, Barbara. Angelo è cambiato proprio radicalmente, del tutto, è venuta fuori Barbara, la donna che era stata sempre imprigionata nel corpo di un uomo, e di fronte a questo fatto assolutamente imprevedibile la burocrazia giudiziaria è rimasta interdetta, senza parole.

Anche perché il cambiamento di sesso aveva avuto dei passaggi obbligati davanti alla giustizia civile, e che la giustizia penale ignorava. Il decreto penale è una condanna a una pena pecuniaria, che viene emessa senza un processo e senza ascoltare l’imputato.

Una volta fatta la notifica, il condannato può opporsi, il decreto viene revocato e inizia il giudizio vero e proprio. Angelo-Barbara non ha ancora deciso cosa fare, ma probabilmente si opporrà. La sanzione di 10mila euro imposti dal giudice sono infatti pesanti da pagare, al giorno d’oggi, tanto per un uomo – Angelo – che per una donna – Barbara -. Chissà come finirà questa storia. Forse, ma ci vorrà del tempo, la giustizia potrà finalmente porre la parola fine, con parcondicio di tutti.

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