| categoria: riceviamo e pubblichiamo

I veri bisogni dei ragazzi disabili del Cem

Da Maria Cidoni, una delle madri coraggio del Cem di Viale Ramazzini (Croce Rossa, Roma) riceviamo e volentieri pubblichiamo

Per la stesura del “Piano Sociale di Roma Capitale”, mi è stato chiesto di scrivere qualche suggerimento per quanto riguarda i disabili che vivono (abitano) nei “Centri ex art. 26” perchè sembra che (incredibilmente) solo io ne parlo, sempre ed ovunque, mi accoro e ho una grande esperienza personale in materia (che fortuna!) Su questo tema sono stata invitata, come relatrice, anche dal mio caro amico, Presidente della FISH, Vincenzo Falabella, durante l’ incontro alla “Conferenza di Consenso “avvenuta a Roma il 15 e 16 giugno. All’ inizio mi sono sentita piacevolmente sorpresa di questi inviti ma, ora, rimango molto sgomenta e mi viene da pensare che, se stiamo ancora a questo punto, siamo proprio ROVINATI! Considerando che mia Figlia Barbara ha compiuto 50 anni a maggio e che ho cominciato ad impegnarmi ,lottando per i DIRITTI e la DIGNITA’ sua e di chi aveva una disabilità, da quando ho avuto la “fortuna” di riuscire ad inserirla nell’ unico Centro di Educazione Motoria (CEM), quando aveva 4 anni e mezzo. Da allora ho cominciato a “combattere” con altri Genitori e Familiari di disabili aderenti a varie Associazioni o Comitati, di partiti diversi, visto che non ho mai avuto la tessera dei vari partiti dell’ epoca, (ne di oggi), li seguivo tutti e stimavo quelli che, da una parte e dall’ altra, facevano le lotte alle istituzioni del momento. Ad ogni incontro, o scontro, ero sempre presente, anche se Barbara era “sistemata” ed aveva le cure di cui aveva bisogno e che le permettevano di salvarle la vita. Ho avuto la fortuna di conoscere Luigi Petroselli, quello che per me è stato un grande uomo, oltre che un grande Sindaco e altre figure che non sto a elencare. Conosco e mi conoscono in molti e TUTTI sono stati sempre le mie “vittime” visto che, durante i miei interventi, ho sempre parlato del CEM e di quanto era importante avere un Centro all’ avanguardia gestito dalla C.R.I. che assicurava le cure e l’ assistenza ai nostri Figli e la serenità a noi familiari. Purtroppo, con il tempo, è tutto cambiato, abbiamo avuto molte vicissitudini che ci hanno provocato tanto dolore e che hanno trasformato il nostro CEM , considerato da alcuni “un’ isola felice”, in un luogo sanitario dove ci è stato tolto tutto, anche le necessità primarie, senza che NESSUNO muovesse un dito per ostacolare questo processo di demolizione. Siamo solo riusciti a non farlo chiudere, solo perchè non sapevano “dove mettere” tanti disabili gravi, visto che ci avevano provato ma non c’era posto da nessuna parte. Ora mi chiedo a cosa sono serviti tanti miei interventi, o suggerimenti, per conoscere di cosa hanno bisogno i nostri Figli che vivono nei “Centri ex art. 26”. Ripensandoci mi accorgo che è l’ennesima presa per i fondelli, tanto per perdere altro tempo che, per i nostri Ragazzi, è prezioso.
Se qualcuno vuole sapere quali sono i nostri bisogni, è pregato di venire a farci visita in Via Ramazzini, 31, a Roma, presso la sede della C.R.I, saremo lieti di informarli “dal vivo” di quali sono le nostre reali necessità. Chi è già venuto, o chi non è interessato, può astenersi dal farlo. (La mamma di Barbara)

Ti potrebbero interessare anche:

Il disastro di Santiago, la “tecnologia” che trasforma la vittima in carnefice
Che tristezza, Milano non è più la capitale del calcio
Si spengono i riflettori, torna l'emergenza al Pronto Soccorso. C'è sotto qualcosa?
Tutto ci ricorda la precarietà in cui viviamo, anche le transenne che blindano la Stazione Termini
Assistenza domiciliare, Rsa, servizi per chi è solo e malato. Un fatto di civiltà, ma anche tanti po...
STORIA E PROGETTI FUTURI



wordpress stat