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L’Austria non deve sfrattare i suoi artisti dal cuore di Roma

La cultura di lingua tedesca si è mobilitata nella Capitale contro il progetto del governo di Vienna di chiudere la storica foresteria degli intellettuali austriaci in Via di Tor Millina

di Enzo Piergianni

BERLINO – I centri istituzionali della cultura di lingua tedesca in Italia hanno vogliono impedire la scomparsa dal centro storico della Capitale del tradizionale approdo capitolino per gli artisti austriaci. E’ la foresteria in Via di Tor Millina in cui dimorano scrittori, pittori, scultori, poeti austriaci, che hanno ottenuto dal dipartimento culturale del governo di Vienna una borsa di studio per un soggiorno di lavoro, da uno a tre mesi, sulle sponde del Tevere. La casa è situata quasi all’angolo di Via di Parione, a due passi da Piazza Navona.Uno dei posti più suggestivi della Capitale, nonostante la movida notturna e tavolino selvaggio. Nella centrale governativa di Vienna, gli specialisti del rigore nei conti pubblici hanno deciso di chiuderla, ma c’è ancora un filo di speranza per impedire lo sfratto dell’intellighenzia danubiana dal cuore di Roma. Le proteste degli artisti sono state amplificate dai media e hanno raggiunto gli uffici del cancelliere socialdemocratico Christian Kern ottenendo almeno un congelamento dello “sfratto”. La decisione è stata annunciata da una portavoce del ministro della Cancelleria, Thomas Drozda, il quale “intende rivedere la questione”. In piena campagna per le elezioni politiche anticipate di ottobre, è consigliabile la massima sensibilità in ogni campo. L’emittente pubblica ORF ha commentato la prudente assicurazione del ministro Drozda sottolineando che “così è stata respinta l’accusa che l’Austria non voglia più mandare artisti a Roma”. “Sarebbe un colpo durissimo se gli artisti austriaci dovessero venire a mancare nel grande concerto delle 18 Accademie europee a Roma”, è stato il monito di Joachim Blüher, direttore dell’accademia tedesca di Villa Massimo. Anche Joelle Come, direttrice dell’Istituto Svizzero a Roma, non nasconde la propria preoccupazione per la sorte della Casa di Via di Tor Millina :”Sarebbe un peccato perché qui gli artisti possono andare in profondità sul posto e prendere ispirazione dalla vita quotidiana. In Italia ci sono le nostre radici. Roma è la città simbolo per eccellenza”.

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