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Amichevoli, la Juve batte la Roma ai rigori: 6-5

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Nell’ultima sfida dell’International Champions Cup, la Juventus si aggiudica il big match d’oltreoceano battendo 6-5 la Roma ai calci di rigore. Dopo 90 minuti la gara era finita 1-1 grazie alle reti di Mandzukic al 28′ del primo tempo (imbeccato da Alex Sandro) e al pareggio di Dzeko nella ripresa (assist di Kolarov). Dal dischetto è decisivo l’errore del giovane Tumminello. Esordio in maglia bianconera per Bernardeschi (che realizza il penalty). Nel secondo tempo i bianconeri calano e si fa notare per le sue incursioni soprattutto Douglas Costa.

Il primo big match è della Juve: a Foxborough, nello stadio dei mitici Patriots, la squadra di Allegri batte quella di Di Francesco ai calci di rigore dopo una gara equilibrata dove i bianconeri sono stati superiori nel primo tempo e i giallorossi nella ripresa. La Juve in assetto standard ha prevalso grazie soprattutto alle giocate in verticale di un prezioso Alex Sandro e alla regia di Pjanic e Marchisio. La girandola di cambi di uomini e moduli però ha finito per togliere equilibrio e certezze ai campioni d’Italia che hanno subito la maggior aggressività romanista. Esordio con la nuova maglia per Bernardeschi che fallisce una buona occasione ma poi non sbaglia dal dischetto dove invece risulta fatale, per la Roma, l’errore del giovane Tumminello, stregato da Pinsoglio.

Difficile parlare di semplice amichevole quando Juve e Roma, la prima e la seconda dell’ultimo campionato, nonchè due delle aspiranti al prossimo Tricolore, riaprono il capitolo della loro sfida infinita. Allegri e Di Francesco, in attesa che il mercato regali loro ancora un paio di rinforzi a testa, si affidano ai moduli che danno maggiori garanzie: i bianconeri col 4-2-3-1 d’ordinanza con la coppia Rugani-Benatia al centro della difesa e il trio Cuadrado-Dybala,-Mandzukic alle spalle di Higauin. Di Francesco si affida all’amato 4-3-3 con Strootman, De Rossi (preferito a Gonalons) e Nainggolan a centrocampo mentre in avanti Defrel va a completare il tridente con Dzeko e Perotti.

I ritmi non sono indiavolati come è logico a fine luglio durante un assolato pomeriggio in Massachusetts: la Roma parte bene senza lasciare alla Juve profondità di passaggio e rimanendo sempre compatta. Gli esterni d’attacco provano ad accentrarsi e nel gitro di pochi minuti Dzeko e Nainggolan sfiorano il gol. Ma piano piano esce la squadra di Allegri che fa valere il suo essere più collaudata e un gioco che i bianconeri conoscono ormai a memoria. E’ partita vera nel tempio del football americano con contrasti duri e pochi spazi lasciati da entrambe le parti. Nel centrocampo juventino Marchisio e Pjanic sono già in ottima forma e dettano spesso i tempi: molto palleggio che cerca anche di coinvolgere gli uomini della difesa poi, col passare del tempo, la Juve inizia a verticalizzare con maggior frequenza ed è proprio questo il tipo di giocata che fa la differenza. Un lancio perfetto di Alex Sandro trova lo scatto di Mandzukic che si lascia i difensori avversari alle spalle e dribbla Alisson sulla sinistra per il gol del vantaggio. Sono proprio le verticalizzazioni di Alex Sandro e Pjanic a mettere in difficoltà una Roma che paga la lentezza dei suoi difensori, oltre che un Nainggolan quasi mai nel vivo del gioco, e chiude i primi 45 minuti meritatamente in svantaggio.

Una Roma invece più aggressiva e con un giropalla più rapido a inizio ripresa con i giallorossi che, infatti, sfiorano il pari con Dzeko, bloccato da Buffon, e Strootman, fermato dalla traversa. Alisson si guadagna il voto con un doppio intervento notevole su Douglas Costa e Higuain. La Juve si ripresenta in campo con un 4-2-4 inedito che prevede Mandzukic e Higuain attaccanti centrali e Dybala e Douglas Costa ai lati. Modulo che diventa poi un 4-3-3 dopo la girandola di cambi che vede, tra gli altri, l’esordio in maglia bianconera di Bernardeschi che si va a piazzare nel ruolo di ala. Ma i bianconeri soffrono nel mezzo anche perché gli uomini di Di Francesco pressano alto soprattutto con un Under indiavolato. Il pareggio giallorosso porta soprattutto la firma di un Kolarov sontuoso che serve un cioccolatino in area a un Dzeko che beffa Barzagli e non può sbagliare. I tanti cambi fanno perdere compattezza alla Juve che sbaglia molto anche dietro e fatica manovrare. Il pareggio del 90′ (che rispecchia bene l’andamento del match) manda la sfida ai calci di rigore dove l’errore iniziale di Tumminello su cui Pinsoglio è bravissimo e non fa rimpiangere Buffon, è fatale alla Roma.

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