| categoria: sanità

Sicilia, dieci anni per un piano socio-sanitario

Antonio Fiasconaro

Ci sono voluti dieci lunghissimi anni prima che la Sicilia si potesse dotare, grazie alla sinergia tra l’assessorato alla Salute e l’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali della Regione Siciliana e all’impegno politico e professionale dell’assessore Baldo Gucciardi e dell’assessore Carmencita Mangano, ha varare il suo primo Piano socio-sanitario. I due assessori, nel corso della conferenza stampa di oggi, hanno firmato il decreto che adotta il nuovo Piano socio-sanitario.

Il piano colma vuoti normativi che di fatto impedivano la piena attuazione ed erogazione dei benefici previsti in questo ambito. Vengono definite le linee guida per istituire l’Ufficio Unico Interassessoriale Salute – Famiglia per dare una risposta unica e completa per soddisfare i bisogni della popolazione Siciliana e per tutte le fasce a rischio. A tal proposito verrà realizzata una piattaforma digitale per snellire le pratiche e per dare tutte le informazioni necessarie ai cittadini siciliani.

Finalmente l’integrazione Socio-Sanitaria interviene avviando la Linea Pilota della Salute Mentale ed il lavoro di rete sul territorio sempre richiamato e mai normato. Viene approvato in modo innovativo il budget di Salute e le indicazioni per l’elaborazione e la gestione dei progetti di vita individualizzati in materia di vita indipendente e superamento di strutture residenziali con programmi obsoleti e parte importante è l’attivazione delle procedure per l’inclusione socio lavorativa in salute mentale attingendo a finanziamenti da leggi che prevedono risorse specifiche. Sono previsti nel piano tutti i sistemi di accreditamento per le aree adulti con disabilità, salute mentale, soggetti con dipendenze patologiche con e senza sostanze, area minori e, non ultimo, il percorso di erogazione delle cure domiciliari con profili di cura e standard qualificanti per la migliore assistenza socio-sanitaria erogabile sull’intero territorio Siciliano.

Sono state definite le attività atte a soddisfare, con percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azione di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione, inclusione sociale e reinserimento lavorativo.
Già nel 2000 l’OMS dichiarava che la spesa maggiore in ambito socio-sanitario era a carico delle patologie psichiatriche e delle dipendenze , circa tre volte maggiore rispetto alle patologie cardiache ed oncologiche con perdita della qualità della vita incalcolabile.

Si dà piena attuazione al piano strategico della salute mentale attivando tutte le vie di intervento sinora previste su decreti assessoriali e mai attuate:
Linee Pilota Salute Mentale Integrazione Socio–Sanitaria, salute mentale e lavoro di rete, Progetto socio riabilitativo individualizzato, non più un progetto terapeutico unico per patologie psichiatriche di origine e causa differenti. Strutture residenziali psichiatriche per interventi socio-riabilitativi per fasce orarie (gruppi appartamento e sostegno abitativo massimo per quattro persone). Aspetto estremamente importante è l’inclusione Socio-Lavorativa in salute mentale con progetti specifici.
Il Budget di salute ed indicazioni per l’elaborazione dei progetti individualizzati in materia di vita indipendente e di inclusione sociale, non più il ghetto e l’isolamento. I budget di Salute sono Dispositivi Comunitari della progettazione Terapeutica individualizzata per pazienti con grave patologia mentale(adulti ed adolescenti) seguiti dal DSM e dai servizi Sociali dei Comuni che necessitano di ulteriori programmi finalizzati all’inclusione abitativa e sociale di vita indipendente, affido omo ed etero familiare, in altre regioni viene fatto da anni, noi colmiamo il ritardo cercando soluzioni innovative. Il budget di salute rappresenta l’unità di misura delle risorse economiche necessarie a garantire i principali determinanti di salute per gli utenti con patologie psichiatriche: apprendimento, espressività, formazione,reddito lavoro, casa habitat sociale, affettività-socialità.

Elementi fondamentali ricercati attraverso il budget di salute sono:
ri-orientare le professionalità degli operatori in genere che si occupano del territorio verso la cultura della community-care. Valorizzare l’informale nelle attività lavorative.
Coinvolgere il terzo settore ed il privato imprenditoriale, in collaborazione con altri soggetti de territorio e secondo logiche di partenariato con il sistema pubblico.
Valorizzare l’identità sociale, l’habitat ed il lavoro quali alternative necessarie a percorsi di istituzionalizzazione o abbandono di persone con disabilità sociale.
Uno sforzo notevole è stato fatto sui sistemi di accreditamento degli Enti preposti a tali compiti e sui requisiti delle strutture nel rispetto delle norme regionali e Nazionali. Non è stato da meno lo sviluppo e la definizione della linea pilota area Anziani/non autosufficienza, sulla lungo assistenza, sugli anziani affetti da demenza ed i servizi semiresidenziali: Presidi di riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Progetti sperimentali in materia di Vita Indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità.

Area Minori
Premesso che, la presente Area concerne le macro-aree delle Responsabilità Familiari e dei Minori nonché, in genere, quella della Disabilità in quanto, nell’ organizzazione delle aziende sanitarie, vengono presi in carico, per alcuni aspetti, anche gli interventi nei confronti delle patologie di interesse neuropsichiatrico, propri dell’area dei Minori, ambito questo, di grande rilievo all’interno degli interventi socio-sanitari.

ADI
L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata): è una forma di assistenza rivolta a soddisfare le esigenze quasi esclusivamente degli anziani, dei disabili e dei pazienti affetti da malattie cronico-degenerative e malattie rari che necessitano di un’assistenza continuativa che può variare da interventi di tipo sociale ( pulizia casa, disbrigo pratiche amministrative etc.) ad interventi socio sanitari (supporto psicologico, attività riabilitative assistenza infermieristica, etc). L’obiettivo è di consentire al disabile il più a lungo possibile nel conforto della propria casa, diminuendo notevolmente, in questo modo, anche i costi dei ricoveri ospedalieri non essenziali.
Programmi di assistenza domiciliare per deospedalizzare e dare una qualità di vita migliore e colmare i bisogni di salute dei cittadini con patologie invalidanti, migliore assistenza e notevole riduzione dei costi in ambito sanitario.
La sintesi delle leggi citate nel Piano costituisce l’istanza e contemporaneamente l’obiettivo di sistema regionale con cui rispondere a bisogni di salute in modo ampio e complesso che da alcuni anni ha impegnato la Regione ad un lavoro partecipe degli Assessorati Salute e Famiglia, per gli ambiti di specifica competenza per pervenire ad una intesa sulle problematiche assistenziali che richiedono la necessaria integrazione della componente sanitaria con quella sociale. Il lavoro condiviso ha fornito le basi per l’attivazione quanto prima di un Servizio Unico Famiglia-Salute non più in funzione di competenze di settore ma una Unica Fonte di intervento in ambito socio-sanitario, non più divisione di compiti ma un’interazione- Integrazione fattiva per colmare vuoti legislativi che hanno penalizzato tutti i cittadini Siciliani nell’ultimo decennio.

«Il nuovo Piano socio-sanitario rappresenta una svolta culturale, un atto politico voluto con tutta la nostra forza – ha affermato l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi – Finalmente adottiamo un sistema di regole integrato che mette insieme l’assistenza sanitaria e quella sociale. In questo modo diciamo addio a un sistema disorganizzato che non riusciva a offrire al paziente un servizio al cento per cento».

«Il Piano mette al centro la persona. Col Piano socio-sanitario – spiega l’assessore alle Politiche sociali Carmencita Mangano – non avremo più un’assistenza frammentaria e disorganizzata, ma finalmente saremo guidati da una visione integrata tra sanità e sociale. Questa è la direzione che dovranno percorrere tutti i soggetti detentori di interesse che dovranno dare da oggi in poi risposte ai pazienti specifiche e non più frammentarie».

Ti potrebbero interessare anche:

Un infermiere su cinque aggredito a parole o fisicamente
Pediatri a Regione Lombardia, curiamo noi i bimbi irregolari a costo zero
Infezioni in ospedale, 37mila morti l'anno in Europa
Hiv, mai tanti casi in Europa. Oltre 136mila nel 2013
Medici sul piede di guerra, si valutano 48 ore di sciopero
Medicina convenzionata. Smi all'attacco: “È la fine del medico di famiglia”



wordpress stat