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Centrodestra, Salvini: “Pronto a guidare il Paese”

Pronto ad andare a Palazzo Chigi ed a guidare una coalizione di centrodestra da cui è bandito chi ha «retto il moccolo a Renzi». Matteo Salvini alla vigilia della pausa estiva invia il suo messaggio a Silvio Berlusconi: sfida aperta sulla leadership e veto assoluto al ritorno di Angelino Alfano. Nessuna intenzione di farsi da parte, anzi, la presa di posizione del leader leghista la dice lunga anche sui rapporti con il Cavaliere, ‘bollatò come «un grandissimo del passato». E avverte, «vedremo se nel futuro la gente lo sceglierà». Una sfida chiara, quella di Salvini, forte dei consensi in crescita per il suo partito e dell’ultimo sondaggio di Ipsos che lo colloca in vetta tra i leader più amati: 31% mentre Silvio Berlusconi si ferma al 24%. Ad allontanare il segretario del Carroccio dal Cavaliere sono anche i progetti per il futuro del centrodestra. Se Berlusconi continua a mettere su due piani differenti le alleanze per le amministrative rispetto alle politiche, Salvini è tranchant: «Dove c’è Alfano non c’è la Lega». Un messaggio netto in questi in giorni in cui il leader di Ap è al centro di una trattativa con Forza Italia per siglare un accordo per le elezioni regionali in Sicilia. Un appuntamento, quello siciliano, che per il centrodestra, ma non solo, rappresenta un test nazionale in vista delle politiche del 2018. L’appello lanciato da Giorgia Meloni affinchè tutti i partiti dell’area del centrodestra convergano sul nome di Nello Musumeci, al momento sembra cadere nel vuoto. Forza Italia aspetta a sciogliere la riserva e le trattative tra Gianfranco Miccichè, coordinatore siciliano di Fi, ed il leader di Area Popolare al momento sono in stallo. E ciò perchè le richieste di Alfano di includere nel ‘pattò per la Sicilia anche una possibile intesa a livello nazionale oltre ad incontrare le resistenze di molti big azzurri, non va bene nemmeno all’ex capo del governo. Il mandato che Berlusconi ha dato ai suoi dirigenti è chiaro – ripetono i suoi consiglieri – stringere alleanze a livello locale perchè divisi si farebbe un favore alla sinistra o a Grillo ma nessun automatismo per le politiche. La frenata del leader azzurro rimette in discussione la possibilità di stringere un’intesa per le elezioni siciliane con il Pd locale pronto a riaprire una trattativa con i centristi

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