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QUI VITERBO/ Obiettivi mancati, la Tuscia non fa il pieno di turisti stranieri

di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Aumentano i turisti stranieri per queste vacanze estive italiane, ma non per Viterbo e provincia. Lo indica l’indagine Confesercenti- Centro studi turistici Firenze, per la quale sono buoni i risultati a livello nazionale con una ripresa generale del turismo nel Belpaese. Quest’anno, quindi, si sono contati più stranieri, mentre l’italiano accorcia le distanze di percorrenza e si muove dentro la stessa regione, diminuendo anche i giorni di permanenza media.” Si conta 1 milione e 900 mila stranieri in più ruspetto lo scorso anno – afferma il direttore della Confesercenti di Viterbo, Vincenzo Peparello – Il flusso dei turisti,in particolare, è in aumento nelle località balnerari tradizionali, ai laghi, in Puglia e nelle isole. Se tali dati venissero confermati sarebbe questo l’aumento più sostenuto degli ultimi 10 anni. In particolare, sono in aumento i flussi dalla Germania, Austria, Svizzera ed Olanda. Buoni gli incrementi anche dei turisti francesi, cinesi. Stabile il turismo della Gran Bretagna, mentre in calo gli spagnoli, i giapponesi e gli indiani. A fronte di questo incremento degli stranieri del 19 per cento negli ultimi dieci anni c’è stato però un caldo del 7,6 per cento degli italiani. Il boom di incremento turistico si è registrato a Capri ed Orbetello, rispettivamente con un aumento del 37 e del 68 per cento di turisti. Ciò significa – precisa Peparello – che Orbetello, che è vicino a noi, ha saputo sfruttare strategie per recuperare quote di mercato perse. Anche nella Tuscia sarebbe auspicabile che le amministrazioni ed i comuni dello stesso comprensorio, invece di fare politiche per conto proprio, si attivassero per una politica commerciale con gli operatori del settore”.

Peparello poi, porta ad esempio il lago di Bolsena, dove mancano i turisti soprattutto dal Nord Europa e gli olandesi. “Rispetto agli stranieri abbiamo poi avuto una penalizzazione con il tanto decantato Expo perchè nell’hinterland Lombardia e Piemonte stanno avendo un aumento di questi mercati. Un’altra componente importante è stato il grande caldo. Lo scorso anno, a causa del clima, ci sono state delle perdite, mentre quest’anno c’è un recupero delle strutture complementari come stabilimenti ed alberghi che hanno recuperato 22-25 giorni di lavoro in più rispetto allo scorso anno. Per rilanciare il turismo nella nostra zona bisognerebbe mettere in campo tra pubblico e privato un progetto globale sul turismo, lasciando da parte gli orticelli personali. Bisogna presentarsi sui mercati con i nostri operatori che partecipano ed incontrano la domanda, ma anche presentare iniziative locali come il Buy Lazio a settembre ed il Visituscia ad ottobre con offerte che tengano conto delle peculiarità della Tuscia. La promozione deve poi essere accompagnata dalla commercializzazione. Le proposte devono essere strutturate. Bisogna ripartire da una cultura dell’accoglienza attraverso percorsi condivisi e l’utilizzo di fondi in una concertazione tra pubblico e privato”.

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