| categoria: politica

In Sicilia il risiko delle coalizioni diventa un test nazionale

Programma comune sì, lista unica no, almeno con l’attuale legge elettorale, dice Matteo Salvini, il quale ritiene che su questa base a settembre potrà chiudere un accordo con Berlusconi. Ma tutto dipenderà dalle elezioni regionali del 5 novembre in Sicilia, dove l’ex Cavaliere dovrà scegliere «o me o Alfano». E qui la vicenda si complica, perché appena ieri il coordinatore di Forza Italia nell’Isola, Gianfranco Miccichè, ha scaricato Nello Musumeci, sostenuto da Giorgia Meloni, per aprire al leader di Ap con il quale, del resto, dialoga da sei mesi. La ragione che ha portato l’ex ministro di Berlusconi ad accantonare l’ipotesi Musumeci, è stato il trattamento riservato ad Alfano dal candidato in pectore, che avrebbe chiesto al ministro degli Esteri di non farsi vedere in Sicilia per la campagna elettorale. A quel punto Miccichè ha scelto da che parte stare, cioè con Alfano, perché come dicono in coro i moderati del centrodestra, in Sicilia si può fare a meno della Lega e di FdI, ma per vincere bisogna ingaggiare i centristi. Oggi Musumeci fa un piccolo passo nella direzione del dialogo, auspicando che si possa raggiungere «un’intesa la più larga possibile» e si dice sorpreso dalle polemiche di questi giorni. A sostegno della sua candidatura si schiera anche il senatore Maurizio Sacconi (Energie per l’Italia): «Solo Berlusconi può a questo punto evitare il ripetersi del suicidio del centrodestra in Sicilia. Nello Musumeci è l’unico candidato che si è esposto coraggiosamente perché unisce carattere ed onestà, non ha posto veti verso alcun potenziale alleato, può battere il movimento 5S». Se nel centrodestra la partita resta aperta, nel centrosinistra deve ancora cominciare: nel silenzio del Pd, il dem Rosario Crocetta ha lanciato oggi l’ipotesi di primarie di coalizione – scartata dai più – da svolgersi in Sicilia il 7 o il 10 settembre, pur rivendicando un proprio «diritto statutario» alla ricandidatura, come si conviene a un uscente. Il progetto del Pd, però, resta quello di creare una ampia coalizione, che vada da Leoluca Orlando ad Angelino Alfano, sul modello Palermo. Magari con un candidato civico. L’obiettivo è chiudere la partita, che da Roma sta seguendo il coordinatore Lorenzo Guerini, prima di ferragosto. Nei prossimi giorni è attesa una risposta del leader di Ap.

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