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LA BEFFA/ La maestra di Palermo assunta a 69 anni, a 70 sarà licenziata senza pensione?

antonio Fiasconaro

«Una maestra di Palermo prende il ruolo a 69 anni e, dopo una vita da precaria, a 70 anni sarà licenziata senza pensione. La precarietà continuerà dopo anni di attesa, ma potrà però almeno ricorrere in tribunale per farsi riconoscere gli scatti arretrati e il corretto gradino stipendiale come molti altri ricorrenti Anief che hanno impugnato il decreto di ricostruzione di carriera e fatto valutare dal giudice del lavoro tutto il servizio pre-ruolo per intero subito e ricorso contro lo stipendio inziale percepito durante la supplenza».

A sostenere questa tesi è Marcello Pacifici, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: «L’attuale normativa legislativa e contrattuale, lungi dal rispettare le sentenze della Corte di giustizia europea, della Corte costituzionale, della Cassazione a Sezioni Unite, né riconosce gli scatti di anzianità ai precari né la ricostruzione del servizio pre-ruolo per intero. Sulla stabilizzazione e sul diritto al giusto risarcimento che non può essere annoverato nella mera immissione in ruolo in quanto anche atto dissuasivo, Anief continua ad andare avanti».

Lo stesso Pacifici rileva che questo record della maestra Bernarda Di Miceli, che compirà 70 anni il 14 febbraio 2018 si rivelerà alla fine una grande beffa. «Entrerà nei ruoli della scuola materna mercoledì prossimo: classe 1948, una vita spesa tra graduatorie permanenti, poi ad esaurimento e concorsi a cattedra in un ordine di scuola che dal 2009 ha subito una forte riduzione dei posti di lavoro per la scomparsa del maestro prevalente e il ritorno al maestro unico, dell’insegnante specialista in lingua inglese, e la riduzione del tempo scuola da 30 a 24/27 ore. Il risultato: tagli per 40mila posti in dieci anni e i bambini che nella classifica dei rapporti PIRLS sull’apprendimento sono passati dal 5° al 35° posto in poco. Ma lei ha resistito a una vita da precaria e ha vinto la sua battaglia contro la “supplentite”, per niente risolta dal Governo nonostante l’approvazione di un decreto legislativo ad hoc che, comunque, ad oggi non ha aggiunto alcuna risorsa alla scuola dell’infanzia e della primaria. Ma come tutti i precari, nella scuola italiana che batte tutte le classifiche mondiali per numero di insegnanti over 50, la data per i neo-immessi in ruolo, dovuta anche all’endemica mancata trasformazione di tutti i posti da organico di fatto in diritto, la docente ora dovrà lottare per aver riconosciuto gli scatti di anzianità maturati in regime di precariato e la stessa anzianità dopo il decreto di ricostruzione di carriera».

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