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Scoperto a Levanzo antico rostro romano

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Foto Recupero 12 RostroRisale alla battaglia delle Egadi del 241 a.C.
Antonio Fiasconaro

Altra eccezionale scoperta archeologica a 80 metri di profondità nei fondali a nord-est dell’isola di Levanzo. La Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, ha infatti annunciato di avere ritrovato il dodicesino rostro di una nave romana che partecipò alla battaglia delle Egadi.

Il recupero del reperto è stato reso possibile da una collaborazione con la Global Underwater Explorer, che coordinata dalla Soprintendenza stessa ha effettuato delle immersioni esplorative raccogliendo documentazione video e fotografica e effettuando una fotogrammetria tridimensionale del rostro nel luogo del ritrovamento.

Con la battaglia navale delle Egadi si concluse, il 10 marzo 241 a.C., la prima guerra Punica. A seguito della tremenda sconfitta accusata nella battaglia, dopo vent’anni di scontri Cartagine dovette chiedere la pace a Roma.

Il reperto in bronzo si trovava sul fondo e si presenta in buone condizioni. Accanto al rostro anche un elmo in bronzo che si aggiunge agli 8 ritrovati nelle precedenti campagne di ricerca. Il suo recupero è stato possibile grazie alla fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e la RPM Nautical Foundation statunitense.

Il reperto presenta la novità assoluta, tra i 12 finora identificati, di avere la parte lignea della prua della nave all’interno. La sua estrazione e conseguente studio darà preziose informazioni sulla tecnologia navale adoperata per costruire le navi da guerra in quel periodo. Si notano le parti finali della chiglia, del dritto di prua, delle due cinte laterali e della trave di speronamento.

Il rostro sarà presentato nel corso di una conferenza stampa che si terrà martedì 8 agosto 2017 alle ore 10,30 presso l’Istituto Roosevelt-Soprintendenza del Mare, a Palermo. All’incontro prenderanno parte il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa, James Goold e William Murray della RPM Nautical Foundation.

Tanti i ritrovamenti archeologici avvenuti in questi anni, fra cui rostri, elmi, anfore e vasellame ritrovate nelle acque del Mediterraneo. Testimonianze di un importante avvenimento avvenuto oltre 2 mila anni fa, quando si combatté la più grande battaglia in mare per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra Romani, guidati da Gaio Lutazio Catulo, e Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che sancì la supremazia di Roma su Cartagine.

Gli undici rostri di antiche navi da guerra, gli otto elmi bronzei, alcune anfore e reperti di uso comune sono stati già oggetto di importanti mostre ed esposizioni. Le ricerche in mare hanno preso il via nel 2005 dall’incontro tra la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e la RPM Nautical Foundation, una fondazione statunitense che ha messo a disposizione la nave Hercules, dotata delle più moderne strumentazioni per la ricerca subacquea. Sono stati oltre cinquemila i punti di raccolta per un totale di 210 chilometri di mare scandagliato palmo a palmo e mappato.

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