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ENDORSEMENT DI BATTISTA, FELICE SE DI MAIO CANDIDATO

«Sarei molto felice di avere Luigi Di Maio candidato premier». A poco più di un mese dalla proclamazione del candidato M5S alla guida del prossimo governo arriva l’endorsement di Alessandro Di Battista. Un endorsement in verità atteso, che fa salire le quotazioni di un ticket tra il più movimentista dei «big» 5 Stelle e il vice presidente della Camera, con il primo che, in tal caso, non parteciperebbe alla corsa alla premiership. Un endorsement che giunge – in collegamento a In Onda – nel bel mezzo di un tour in Sicilia che vede e vedrà proprio Di Battista e Di Maio (i due in questi giorni risaltano ad ogni comizio la loro amicizia) insieme sul palco per l’intera estate. E sono parole, quelle del «Dibba», che potranno influire non poco sulla scelta del candidato M5S in quanto portano, automaticamente, decine e decine di preferenze di iscritti all’ «enfant prodige» campano riducendo notevolmente, nel caso si candidasse, le possibilità di vittoria di Roberto Fico. E Di Maio, che incassa la «benedizione» in diretta tv, non perde il suo aplomb: «quello che è certo è che dal 24 settembre il M5S sarà al lavoro con tutte le sue forze per andare al governo». Di certo, sul voto, Di Maio vuole fugare ogni dubbio di manipolazione dopo il doppio attacco hacker subito dalla piattaforma Rousseau nei giorni scorsi. «Le votazioni non sono state manipolate, si è avuto accesso solo ad alcuni database, il che è reato e infatti sono state depositate delle denunce in Procura», spiega il vice presidente della Camera ricordando tra l’altro, l’ipotesi di una certificazione esterna del voto, come già avvenuto alle Quirinarie. Parole che fanno eco alle rassicurazioni date nel pomeriggio da Giorgio Sorial: «il sistema è sotto controllo». Per il resto, il trio Di Battista-Di Maio-Cancelleri conferma come le Regionali in Sicilia siano viste nel M5S come il trampolino per la vittoria alle Politiche. Una vittoria che, per Di Maio, non rischia di essere inficiata dai problemi affrontati finora dalla giunta di Virginia Raggi. «Noi stiamo dando il massimo per risolvere i problemi della Capitale ma abbiamo il diritto di avere 5 anni di mandato per essere valutati», sottolinea Di Maio laddove Di Battista non mostra alcun timore di una coalizione, di centrodestra o centrosinistra, arricchita da Ap. «Se avessimo paura saremmo alla canna del gas…», spiega il «Dibba» anticipando, tra l’altro, un possibile cavallo di battaglia M5S del prossimo autunno: «noi alle politiche andremo da soli. Ed è per questo che secondo me i partiti proveranno a cambiare la legge elettorale proponendo un premio di maggioranza a chi fa coalizione. Ma così si scaveranno la fossa».

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