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L’INTERVISTA/ L’Europa è in cammino. E l’Italia? Forse c’è

ONLINE NEWS - Sottosegretario Sandro Gozi e Luisella Pavan-Woolfe
PARLA IL SOTTOSEGRETARIO AGLI AFFFARI EUROPEI SANDRO GOZI
Si è tenuto nei giorni scorsi, nella prestigiosa sede di Palazzo Franchetti, Sala del Portego, un importante incontro organizzato dall’Associazione Culturale in Venezia, “Fondaco Europa”. Istituzione questa nata a Venezia nel 2016 allo scopo di contribuire all’avvio di un nuovo spirito culturale e sociale che aiuti il compimento dell’Europa. Il tema non poteva che essere di grande attualità dopo le elezioni in Olanda ed in Francia, alla luce della ripresa del processo di unificazione europea. Si è parlato anche di Gran Bretagna, di Germania, di immigrazione, di terrorismo e di cambiamenti climatici. Relatore di primo piano, particolarmente atteso, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, Sandro Gozi che nel fare visita, prima dell’inizio dei lavori, alla d.ssa Luisella Pavan-Woolfe, direttrice dell’Ufficio del Consiglio d’Europa a Venezia, mi ha concesso questa intervista.

Signor Sottosegretario, stiamo assistendo ad una stagione dove si è un po’ persa la fiducia sull’Europa ma rimane però molto sentito il desiderio di maggiore Europa. Come crede il Governo possa dare una risposta agli italiani ?

E’ assolutamente necessario che il Governo operi con urgenza su precise direzioni: Costruire una vera politica di investimenti e lotta contro la disoccupazione;
Costruire l’Europa della difesa e della sicurezza; Una vera politica dell’immigrazione per salvare l’Europa dagli errori del passato; Bisogna costruire questo tipo di Europa ed affermare la scelta europea che è una scelta di valori fondamentali, stato di diritti e di diritti fondamentali.E questa è la nuova fase politica che si può aprire in Europa e che dobbiamo aprire perché certamente è bene salvare l’Europa da chi la vuol distruggere ma è bene anche che l’Europa non commetta gli errori o le assenze come nel Mediterraneo o in Africa, che in passato ha pagato e che abbiamo pagato a caro prezzo tutti.
Nel nostro Paese abbiamo un problema politico piuttosto pesante, oserei dire di confusione; c’è un po’ di disamoramento generale nei confronti dell’Europa; mi auguro che saremo all’altezza di ritornare ad essere Italia in Europa

Gli italiani sono meno entusiasti dell’Europa per vari motivi: primo perché le politiche di austerità e la cura sopratutto all’epoca del governo Monti, ha avuto effetti sociali duri e questo è qualcosa che viene collegato alle politiche europee; non ha fatto bene all’Europa; poi l’assenza dell’Europa e l’egoismo degli europei che hanno dimostrato negli anni scorsi nel Mediterraneo e sul tema dell’immigrazione; è un’altra cosa che ha colpito molto, giustamente, gli italiani.Oggi secondo me le cose stanno cambiando; da una parte è chiaro che dobbiamo lavorare per riformare la zona euro per costruire, quello che ho detto, una vera politica di sviluppo. Nel Mediterraneo ci sono le navi di tutti i Paesi, c’è una spinta forte per costruire un nuovo rapporto europeo-africa; qui ci sono anche le condizioni per ristabilire e ridare entusiasmo per l’Europa agli italiani, dicendo però che dobbiamo costruire un’altra Europa.Certo in Italia ci sono molti spacciatori di demagogia antieuropea a buon mercato e che hanno sempre gioco facile inventandosi menzogne o ingigantendo le insufficienze dell’Europa, penso di nuovo a Matteo Salvini e Beppe Grillo; è chiaro che noi dobbiamo lottare contro di loro.
L’ultima battaglia tra partito della speranza e partito della paura, tra partito dell’Europa e partito di chi vuole distruggere l’Europa, si giocherà in Italia il prossimo anno, alle elezioni politiche e noi dovremo fare in modo di essere abbastanza bravi e convincenti per fermare i populisti anche iN Italia.
Gian. Schiaffino

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