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Sicilia, mancata approvazione rendiconto e bilanci: commissariati 264 Comuni

Antonio Fiasconaro

Davvero clamoroso in Sicilia. Ben 264 Comuni saranno commissariati per mancata approvazione del rendiconto 2016 e per altri 184 per non aver approvato il bilancio preventivo 2017. La presidenza della Regione, di concerto con l’assessorato all’ Autonomie locali, ha firmato, 18 decreti assessoriali di nomina di commissari ad acta relativi all’elenco dei comuni dei liberi consorzi o delle città metropolitane che riguardano.

L’AnciSicilia che manifesta preoccupazione «per una situazione di criticità» che contraddistingue, da tempo, gli enti locali siciliani. Problematiche che sono state ampiamente evidenziate, qualche giorno fa, in un nota inviata dal presidente dell’Associazione Leoluca Orlando al presidente della Regione, Rosario Crocetta e agli assessori competenti.

Nella missiva si chiede di procedere con urgenza in favore dei comuni al riparto delle assegnazioni di parte corrente (340 milioni di euro) e di quelle destinate a investimenti (115 milioni di euro). Nella nota s’invita a procedere all’emanazione degli atti di indirizzo relativi alla destinazione, da parte dei comuni, del 10% del totale dei trasferimenti regionali per assicurare assistenza ai disabili gravi e la possibilità che si utilizzino risorse del fondo autonomie locali per il contributo ai precari degli enti in predissesto.

«Tali criticità – dicono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamemte presidente e segretario generale di AnciSicilia – stanno, di fatto, impedendo che si possa procedere con il riparto e con la successiva erogazione delle risorse ordinarie destinate ai comuni e in molti casi la conoscenza di questi dati rappresenta un elemento fondamentale per l’approvazione dei bilanci di previsione 2017. A ciò si aggiunga che in 140 comuni solo poche settimane fa si sono tenute le elezioni amministrative con il rinnovo di sindaci e consigli comunali e con il conseguente avvio degli adempimenti di natura organizzativa e procedurale».

Ancora Orlando e Alvano aggiungono altresì che «risulta pertanto paradossale che a fronte di tale situazione di empasse e di complessiva criticità finanziaria del sistema delle autonomie locali siciliane si proceda alla nomina dei commissari e si avvii un iter che, per la stragrande maggioranza dei comuni, comporta il rischio di decadenza del Consiglio comunale della giunta e del sindaco sulla base della contestata norma (art. 11 comma 2 bis L. r. n. 35 /1997 e art. 2 L.r. n. 6 /2017)».

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