| categoria: Roma e Lazio

Acqua di Bracciano, il Tribunale boccia Zingaretti


La guerra dell’acqua continua, con una vittoria del Campidoglio. Il Tribunale delle Acque ha dato ragione al Comune e la seconda delibera della Regione Lazio, quella che riduceva le captazioni al lago di Bracciano, verrà sospesa.

Nuovo punto a favore di Virginia Raggi nel braccio di ferro col presidente della Regione Nicola Zingaretti sulla crisi idrica della Capitale. Dal 28 luglio i prelievi di Acea dal bacino di Bracciano erano stati ridotti da 1100 litri al secondo a 400 e dimezzati ulteriormente il 10 di agosto. La delibera della Regione, inoltre, prevedeva che le captazioni terminassero del tutto a partire da settembre. Con la decisione del Tribunale, invece, le captazioni torneranno a 400 litri al secondo, alla faccia di tutti coloro che al lago ci tengono davvero. Da quando è scoppiata la faida all’ultima goccia – non di sangue, ma di preziosa acqua potabile – ha piovuto solo una volta nella Capitale. Un acquazzone di un quarto d’ora sabato 12 agosto, che non ha nemmeno raggiunto il lago di Bracciano e che non sarebbe stato determinante per alzare il livello dell’acqua.
La decisione del Tribunale delle Acque arriva a un giorno da Ferragosto, con Virginia Raggi in ferie e con metà della città svuotata per il ponte del 15. Ma nonostante tutto una notizia accolta con soddisfazione dal sindaco pentastellato, che se da un lato canta vittoria dall’altro non rinuncia alla tutela del lago: “Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani e scongiurato che a settembre un milione e mezzo di persone restassero senza – dichiara la Raggi tramite una nota – Nel frattempo siamo in prima linea per tutelare il Lago di Bracciano. Su questo tema il nostro impegno è massimo. Infatti sin dal mese di maggio scorso, ben prima della improvvisa emergenza dichiarata dalla Regione, la nuova governance di Acea ha fatto partire un fitto controllo sulla rete per trovare perdite occulte e per riparare le tubature. Ad oggi sono stati controllati più di 3mila km di infrastruttura idrica su 5.400 totali: si sono potuti così recuperare 500 litri al secondo di dispersione. Finalmente si è invertita la rotta con un piano di investimenti sulle reti. Nel frattempo siamo al lavoro per verificare le captazioni abusive e i pozzi non autorizzati che nel tempo sembrano essere comparsi intorno al lago: chiediamo la massima collaborazione alla Regione, ai comuni di Anguillara, Trevignano e Bracciano e al Consorzio del lago perché la tutela del bacino è responsabilità di tutti”.

Umore decisamente agli antipodi per il Comitato di protezione del lago, che forse un po’ se lo aspettava. In attesa della decisione ultima del Tribunale delle Acque, infatti, il Comitato aveva bacchettato la stampa attraverso una mail dove si chiedeva di non dare per scontato che la richiesta del Comune sarebbe stata rigettata. E infatti così non è andata, anzi. I limiti fissati dalla Pisana vengono meno e Acea può tornare a prelevare l’acqua che serve al fabbisogno di Roma.

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