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Barcellona, il ministro Minniti : «Stato di allerta a livello 2»

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, dopo i tragici fatti di Barcellona, ha convocato una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) per venerdì alle 11 al Viminale, alla presenza dei vertici delle Forze di polizia e dei Servizi di Intelligence. Lo comunica una nota del Viminale.
Intanto in Italia la vigilanza è «massima» dopo l’attentato di Barcellona che ha immediatamente prodotto una «sensibilizzazione» del dispositivo di sicurezza nazionale e un potenziamento dei controlli e dell’attività di prevenzione. La situazione viene costantemente monitorata dagli organismi di intelligence e dalle forze di polizia, anche in collegamento con i colleghi spagnoli, con cui è in atto uno scambio di informazioni.

Non c’è stato tecnicamente un innalzamento dell’allerta, spiegano fonti dell’antiterrorismo, perché è già di livello 2, quello immediatamente precedente a un attacco in corso: tuttavia, le misure di sicurezza e di protezione vengono costantemente messe a punto anche sulla base delle notizie che arrivano dalla Spagna, soprattutto per quanto riguarda matrice e autori dell’attacco. In base alle stesse informazioni anche i controlli possono essere rafforzati ad hoc, specie nei luoghi di maggiore aggregazione, con una rimodulazione delle misure di prevenzione già in atto. In questi casi, inoltre, è automatico il rafforzamento della protezione degli ‘interessì in Italia del Paese colpito: rappresentanze diplomatiche, linee aeree, scuole. La vigilanza a questi obiettivi sensibili viene di norma aumentata. Solo due giorni fa, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, il ministro dell’Interno Marco Minniti ha messo in guardia dal rischio del terrorismo, che «rimane alto», anche se non si registra «nessuna minaccia imminente».

E nel fare un bilancio dell’attività svolta sul versante della prevenzione, ha ricordato che nei primi sette mesi dell’anno le espulsioni per ragioni di sicurezza sono state 67, a fronte delle 37 registrate nello stesso periodo dell’anno scorso. Dunque una vera impennata, con un aumento dell’81%, e un numero record di 199 espulsioni a partire dal 2015, compresi tre imam. E se è cresciuto leggermente anche il dato degli estremisti arrestati (29 in confronto a 25), e dei foreign fighters monitorati (125 rispetto a 110), va all’insù anche la cifra delle persone controllate a fini antiterrorismo, passate da 77.691 dei primi sette mesi del 2016 alle 190.909 dell’anno in corso. Il sistema di prevenzione dunque ha finora funzionato e questo si deve, secondo Minniti, ad «un complesso di attività», tra cui l’azione del Comitato antiterrorismo che «tiene insieme le forze di polizia e dell’intelligence», unico caso in Europa. E lo scambio di informazioni in tempo reale, per il ministro, «è essenziale, con risultati straordinari».

Proprio il Comitato di analisi strategia antiterrorismo – che si può considerare permanentemente riunito, al di là delle convocazioni formali – segue naturalmente molto da vicino la situazione spagnola. Le informazioni sono ancora poche e confuse, ma 007 e investigatori dell’antiterrorismo sono pronti a seguire ogni traccia e ogni segnalazione che possa in qualche modo interessare l’Italia, considerata soprattutto la vicinanza del luogo dell’attentato.

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