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Barcellona, uccisi tutti i terroristi ricercati

efded0f5efa69cb2af009c63e8cb0a4aStrage di Barcellona, secondo El Pais i terroristi in azione a Barcellona sarebbero tutti morti nella sparatoria di Canrils. Tra questi quattro, che avevano dai 17 ai 24 anni, precisa El Mundo, ci sarebbe anche Moussa Oukabir, insieme a Sais Aallaa e Mohamed Hycham. Ucciso, anche se ci sono ancora incertezze sulla sua identità, anche l’autista alla guida del furgone che giovedì pomeriggio ha travolto la folla sulla Rambla. L’unico ancora in fuga, per altre fonti investigative, potrebbe essere Younes Abouyaaqoub, nato il 1° gennaio 1995 a Mrirt, in Marocco, e residente a Ripoll, dove risiedeva anche Moussa.Tra i morti travolti dal furgone che giovedì pomeriggio ha travolto la folla, uccidendo 13 persone e ferendone 130 due cittadini italiani, tre spagnoli, tre tedeschi, una belga e un americano.

Barcellona si è poi risvegliata con la notizia di un nuovo attacco, avvenuto nella notte a Cambrils, una cittadina balneare a 120 chilometri più a sud: cinque terroristi a bordo di un’auto sono stati uccisi in un conflitto a fuoco con la polizia. Nell’attacco sono rimasti feriti anche 7 turisti, uno dei quali, una donna, è morta in ospedale stamattina. I cinque kamikaze erano pronti a sferrare un nuovo attacco a Barcellona. Secondo fonti polizia il progetto era dunque quello di continuare a seminare terrore con un terzo attacco.
Il gruppo sgominato a Cambrils sarebbe legato a una cellula composta da 12 persone, come rivelano fonti dell’antiterrorismo spagnolo citate dal quotidiano El Pais. Il gruppo intendeva usare bombole di gas, che dovevano essere caricate sul furgone utilizzato nell’attacco sulla Rambla.

Il giallo Moussa
In un primo momento si era pensato che Moussa Oukabir, il cui fratello è stato arrestato ieri, sarebbe stato alla guida del furgone e riuscito a fuggire dal luogo dell’attacco, con il volto semicoperto da un berretto. Moussa è il fratello di Driss Oukabir, arrestato ieri a Ripoll, un centinaio di chilometri da Barcellona. Il 28enne sostiene che il fratello minore gli avrebbe rubato i documenti per poter noleggiare nella località di Santa Perpetua de la Mogoda due furgoni, uno utilizzato nell’attacco a Barcellona, l’altro ritrovato in serata a Vic, a nord del capoluogo catalano. Forse è proprio lui l’uomo che nella notte ha forzato un posto di blocco, ferendo un poliziotto e fuggendo poi a piedi. Nell’auto è stato trovato il cadavere del proprietario ucciso a coltellate. Tre suoi presunti complici sono stati arrestati.

Driss Oukabir era stato in Italia nell’estate 2014, ospite per alcuni giorni di una donna di Viterbo che aveva conosciuto in precedenza in Spagna. La donna è stata rintracciata dalla polizia che l’ha sentita già ieri: agli investigatori ha confermato che la permanenza di Driss è stata solo una vacanza. Secondo gli inquirenti, l’episodio non è in alcun modo collegato alla strage di ieri e ad altri fatti di terrorismo.

Moussa due anni fa aveva lasciato un messaggio sui social: «Uccidere gli infedeli, e lasciare solo i musulmani che seguono la religione». Efe riferisce che Oukabir aveva risposto sull’app Kiwi alla domanda «che cosa faresti nel tuo primo giorno da re del mondo?». In un secondo momento è stato riferito che l’attentatore di Barcellona, poi ucciso nell’attacco a Cambrils, non era Moussa.

Due delle tre persone arrestate sospettate di avere contribuito all’attentato di Barcellona sono state catturate a Ripoll, una cittadina dei Pirenei in provincia di Girona, il terzo nel comune di Alcanar, vicino a Tarragona. A Ripoll sono finiti in manette ieri Driss Oukabir e nella stessa cittadina è stato arrestato secondo i media locali un cittadino marocchino conoscente degli Oukabir. Diverse perquisizioni sono in corso a Ripoll. A Alcanar è finito in manette un uomo che era rimasto ferito nell’esplosione mercoledì notte di una casa, dove secondo gli inquirenti la cellula terroristica forse stava preparando ordigni artigianali.
E proprio ad Alcanar sono state trovate tracce di esplosivo Tatp nei resti della casa esplosa mercoledì, una vicenda che gli inquirenti spagnoli collegano all’attentato di Barcellona. Lo riferisce El Pais. Noto come la “madre di Satana”, il Tatp è stato usato in altri attentati in Europa attribuiti allo Stato Islamico. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che la cellula terroristica stesse preparando un attentato ancora più grave.

Due vittime italiane
Sono due le vittime italiane dell’attacco sulla Rambla. Uno di loro è il 35enne Bruno Gulotta, di Legnano, l’altro è Luca Russo, di Bassano del Grappa. Gulotta è stato travolto dal van sulla Rambla mentre era con la moglie e i due figli piccoli, che sono però riusciti a salvarsi. Si teme per la sorte di un terzo italiano a Barcellona dopo le morti confermate di Bruno Gulotta e Luca Russo. Non ci sono ancora conferme ufficiali ma potrebbe salire a tre il bilancio delle vittime italiane. La terza vittima avrebbe una doppia nazionalità.

In Plaza de Catalunya alle 12 si è tenuto un minuto di silenzio per le vittime, a cui hanno partecipato migliaia di cittadini. A rendere omaggio il re Felipe VI, il premier Mariano Rajoy, il presidente catalano Carles Puigdemont e il sindaco Ada Colau. Dopo il minuto di silenzio la folla si è sciolta in un lungo applauso, fra grida di «No Tengo Miedo», «Non ho paura». All’omaggio hanno partecipato oltre al sindaco di Barcellona Ada Colau e i leader di tutti i principali partiti spagnoli.

Stamattina la Rambla è stata riaperta al pubblico dopo essere stata completamente ripulita durante la notte. La passeggiata che dal centro conduce al porto della città è però ancora chiusa al traffico delle auto. Centinaia di turisti stanno lasciando gli alberghi o gli appartamenti affittati nel centro della città.

Intanto anche a Madrid sono state rafforzate le misure di sicurezza e il dispositivo antiterrorismo. Nell’emblematica Puerta del Sol, cuore della capitale spagnola, come Barcellona invasa dai turisti in questo periodo, sono state collocate fioriere in cemento armato attorno alle zone pedonali per impedire altri possibili attacchi con auto o camion. Misure analoghe sono state decise in altre zone pedonali particolarmente affollate nel centro della città.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione a quanto avvenuto ieri a Barcellona. Attentato con finalità di terrorismo il reato ipotizzato dai pm coordinati dal procuratore capo Giuseppe Pignatone.

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