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L’INTERVISTA/ “FACCIAMO CHIAREZZA SUL BILANCIO 2016 E SULLE RISTRUTTURAZIONI DEL POLICLINICO”

IMG_1121 (2) Parla Domenico Alessio, direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma. Al termine del suo mandato il “grande vecchio” della sanità laziale fa il punto sulle polemiche che hanno accompagnato le ultime settimane di gestione di uno dei più grandi ospedali d’Europa

Domenico Alessio, Mimmo per gli amici, calabrese del ’39, rappresenta un pezzo importante di storia della politica sanitaria romana. Sui cinque anni passati alla guida di uno dei più grandi policlinici universitari dì Europa, l’Umberto I c’è materiale per scrivere un libro – basta scorrere la rassegna stampa fatta di allarmi, di denunce, di polemiche, di titoli urlati – solo gli addetti ai lavori ricordano che Alessio ha un passato da dirigente nelle aziende di Stato, che è entrato nel difficile mondo della sanità capitolina come commissario di una Asl per poi passare alla direzione di un altro “gigante”, il San Camillo. Le polemiche, l’impegno politico, il rapido passaggio al San Filippo Neri e l’improvvisa, irrinunciabile offerta dell’Umberto I. Una esperienza affrontata con il coltello tra i denti, passando da una polemica all’altra. Ora il ciclo si chiude. Attorno alla poltrona che sta per lasciare (ma lascia sul serio? E’ vero che vorrebbe trasformarsi in commissario straordinario ancora per un po’?) c’è la guerra. Naturale che qualcuno faccia emergere dei problemi e sottolinei delle incongruenze. Scaricare i debiti su qualcuno aiuta molto… Pere qualche settimana è sembrato che al suo posto dovesse entrare Panella, direttore generale in Regione, e che Alessio accettasse di occuparsi del patrimonio immobiliare di una Ipab della capitale, altra patata bollente. Ora nel caos politico generale non ci si raccapezza più e pare che Zingaretti voglia tenere le bocce ferme il più possibile in vista di una personale campagna elettorale nella quale nulla gli verrà perdonato. Su questo aspetto della vicenda Policlinico Alessio non parla, e glissa anche sul suo futuro professionale. Ci tiene invece a chiarire le vicende poco chiare che lo hanno visto al centro delle polemiche in queste ultime settimane. Gli abbiamo posto due domande-chiave

Lei sta chiudendo cinque anni di fuoco con grandi risultati al Policlinico Umberto I ma sui soldi non c’è mai chiarezza, e qualcuno forse pesca nel torbido alzando un polverone.D’altra parte ci sono tanti modi di leggere i dati. Mi dia la sua interpretazione. Mi parli di quei 48 milioni di euro di deficit in più: vero o falso?

Desidero innanzitutto far chiarezza in via definitiva sul deficit 2016 del bilancio del Policlinico Umberto I affinché venga data all’opinione pubblica una informazione corretta e non fuorviante come riportato da alcune note di agenzia e dalle sue testate. Effettivamente un aumento del deficit a 140 milioni, per non addetti ai lavori, può portare a considerazioni fuori luogo come è puntualmente successo attraverso la strumentalizzazione di dati e addirittura gridare allo scandalo.Il Bilancio è un documento contabile, trasparente che viene pubblicato e messo a disposizione di tutti. E’ accompagnato da una relazione gestionale del Direttore Generale proprio per fornire chiarimenti sui dati contabili in esso contenuti. Quindi bastava leggere la relazione e molti dubbi sarebbero stati chiariti senza creare allarmismi e considerazioni fuori luogo.Inoltre il bilancio del Policlinico è stato sottoposto all’analisi attenta e puntuale del Collegio dei Sindaci che ha espresso sul documento il proprio parere favorevole.Nel verbale sottoscritto e approvato dal Collegio Sindacale – ripeto – si fa specifico riferimento alle motivazioni che hanno determinato la perdita di esercizio così come chiaramente specificato nella già citata relazione del Direttore Generale nella quale viene evidenziato che l’incremento della perdita è stato determinato da cause esterne alla gestione amministrativa dando luogo ad oneri aggiuntivi per oltre 33 milioni di euro.
Se si parte dal deficit di bilancio 2016 (pari a euro 140.257.000) che ha sollevato tanti ingiusti giudizi e allarmi – nel quale sono compresi i 33.517.000 milioni relativi a fattori esogeni non direttamente imputabili all’attività gestionale dell’Azienda in quanto non previsti né prevedibili – si può affermare con soddisfazione che il risultato effettivo conseguito di euro 106.740.000. è perfettamente in linea se non addirittura migliorato per euro 920.000 rispetto alle aspettative della Regione Lazio con la quale era stato concordato un deficit pari a euro 107.660.000. Tutto ciò nonostante la significativa riduzione dei contributi del Fondo Sanitario Regionale. Infine sempre il Collegio dei Sindaci ha operato a tutela dell’interesse pubblico perseguito dall’Azienda.

Attorno alla poltrona che lei sta per lasciare c’è la guerra. Naturale che qualcuno faccia emergere dei problemi e sottolinei delle incongruenze. Scaricare i debiti su qualcuno aiuta molto… D’altra parte la direzione generale del Policlinico è un fortino assediato, dicono che l’ospedale sia ingestibile e che nonostante i miracoli della gestione Alessio…

Il Policlinico Umberto I è una struttura sanitaria che affascina ma come tutte le sirene nasconde nel richiamo, tutte le sue difficoltà e le sue problematiche.Non è semplice gestire una struttura complicata e complessa con due padroni l’Università Sapienza e la Regione Lazio. – In questa situazione che mette in discussione addirittura il dettato evangelico, si dovrebbe far ricorso alla nota commedia di Goldoniana memoria. Ma non è così. Nel nostro Ospedale i pazienti arrivano in massa per essere curati e possibilmente guariti a motivo della grande attrattiva che il Policlinico esercita nella pubblica opinione. Non si può gestire un complesso Ospedaliero come il nostro se non si sta sul pezzo almeno dodici ore al giorno – e non parliamo delle enormi responsabilità e degli specifici ed onerosi impegni che bisogna quotidianamente assumersi nella qualità di datore di lavoro per rendere sicure e funzionanti le 57 strutture ( padiglioni) che lo compongono per oltre 300.000 metri quadrati coperti. Sono ormai trascorsi oltre 120 anni dalla loro costruzione, senza che ad oggi si sia proceduto ad un piano razionale di manutenzione straordinarie significative per le quali la legge 448/1998 che da circa 20 anni fa, ha stabilito disponibilità finanziarie finalizzate e ottenuto la riattivazione delle disponibilità dei fondi che per il rilevante tempo di inutilizzazione avevano rischiato di essere incamerate dallo Stato.

I lavori di ristrutturazione ancora non partono malgrado siano state concluse le varie procedure da oltre un anno e ottenuto la disponibilità dei fondi. Questo enorme ritardo contribuisce ad aumentare i costi per le continue manutenzioni tampone necessarie ad ottemperare a cogenti prescrizioni e, per la concomitante necessità di assicurare condizioni alternative di funzionalità dell’intero nosocomio, con l’inevitabile necessità di attivare presidi h 24 per antincendio e sicurezza elettrica e idrica. Se tali soluzioni alternative un giorno non fossero più ritenute sufficienti dalle varie Autorità di Vigilanza (VV.FF. in relazione al recente D.M. 19/3/2015) il glorioso Policlinico rischierebbe la chiusura totale. Chi mi sostituirà non potrà prescindere da queste difficoltà.

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