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Solo guai dalla Beirut dell’Eur, per le torri Tim e Cdp chiedono i danni al Comune

P3F1_3843004F1_23429_20130825155751_HE10_20130826_MGTHUMB-INTERNADopo la sentenza del Tar che ha dato torto al Campidoglio per all’alt al permesso di costruire del luglio 2016, impedendo la nascita del quartier generale della società telefonica la richiesta è di 328 milioni per risarcimento danni

Ci mancava anche questa, piove letteralmente sul bagnato. Le cosiddette torri dell’Eur – ex ministero Finanze – ridotte da anni ad oscuri scheletri che ricordano la peggiore Beirut bombardata, portano decisamente male. E’ in arrivo una richiesta di risarcimento danni decisamente importante per il Campidoglio: 328 milioni per aver bloccato i lavori della trasformazione dell’ex sede del ministero delle Finanze nel quartier generale della Tim, una decisione, presa dall’assessorato all’Urbanistica guidato allora dall’assessore Berdini, che fece poi saltare, come da contratto, l’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e Tim, la quale si ritirò dall’affare. E adesso la società Alfiere, al 50% di Tim e per l’altra metà di Cdp, chiede al Comune, una somma equivalente al mancato guadagno, una cifra che potrebbe far precipitare i conti, già traballanti, di Roma Capitale, che dovrebbe accantonarne almeno la metà. E lo fa, sempre con un ricorso al Tar, dopo la sentenza del Tribunale amministrativo che ha dato ragione alla società e torto al Campidoglio. La storia la racconta il quotidiano Il Tempo, ed è destinata a fare rumore. La botta finale viene dal Tar. La società, avevano sentenziato i giudici, potrà continuare a effettuare il restauro conservativo dei palazzi contrariamente a quando deciso dalla giunta Raggi che con una determina del 29 luglio 2016 aveva bloccato il permesso a costruire. Storia complicata. Alfiere aveva anche chiesto nello stesso ricorso di non corrispondere al Comune i 24 milioni previsti per la valorizzazione del bene, ma questa richiesta era stata dichiarata inammissibile dal Tar. E probabilmente li dovrà pagare. Nel frattempo Tim aveva deciso di non costruire nelle Torri il suo mega quartier generale, avvalendosi di un codicillo del contratto che prevedeva che i lavori dovevano esser stati autorizzati entro il 30 settembre 2016 e ultimati entro il 2017. L’assessore all’Urbanistica Berdini disse di “rivolgersi per i danni alla precedente amministrazione”. Si riferiva ai 24 milioni di euro spariti dal permesso a costruire, dovuti al Comune per i patti stabiliti quando l’area fu ceduta nel 2002 dal Demanio. Origine di un’inchiesta della magistratura, che aveva provocato l’alt a costruire del Comune.Per le torri si era recentemente parlato di un interessamento, come nuovo partner per Cassa Depositi e prestiti, di Inail e Enel. Un pasticcio inestricabile. E ci si trova con quei monconi di palazzi anneriti a fianco della tanto celebrata “Nuvola” di Fucsas. Peggio di così…
«In arrivo un’ altra possibile stangata per il Comune di Roma a causa delle scelte poco oculate della giunta Raggi. Secondo quanto si legge questa mattina su Il Tempo, la Cassa Depositi e Prestiti e la Telecom hanno presentato richiesta di risarcimento al Campidoglio, 328 milioni di euro. Questa è la risultante della decisione dell’allora assessore all’Urbanistica Berdini, ossia di revocare i permessi per i lavori di riqualificazione delle Torri dell’Eur che dovevano ospitare gli uffici della compagnia telefonica. Adesso ci troviamo con un contenzioso milionario e un quartiere che aspetta da anni la riqualificazione delle Torri che per il momento è ferma. L’Assessore non doveva essere nemmeno nominato, i danni che ha provocato, in pochi mesi, mentre era nella giunta, ricadranno sui cittadini romani. Adesso, dopo le Torri dell’Eur, aspettiamoci anche la richiesta di risarcimento per l’ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo. Ci troviamo ad affrontare le conseguenze dell’ennesima scelta sbagliata e senza senso della Sindaca e della sua giunta». Lo ha dichiarato, in una nota, Davide Bordoni, coordinatore e capogruppo al Campidoglio di Forza Italia. «Apprendiamo sgomenti che Cassa Depositi e Prestiti con Telecom hanno chiesto al Comune di Roma ben 328 milioni di euro come risarcimento danni contro la decisione presa dall’allora Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini di revocare i permessi per l’avvio dei lavori e la riqualificazione delle Torri dell’Eur». Lo dichiara in una nota il deputato del Pd, Marco Miccoli, che aggiunge: «In quella zona doveva sorgere la sede della compagnia telefonica: un’operazione che avrebbe riqualificato la zona e portato investimenti e lavoro. E invece nulla di tutto di questo è stato realizzato, complice l’ennesimo disastro della giunta Raggi. Anzi, ora al danno si aggiunge anche la beffa: non solo abbandono e degrado ma il Comune di Roma, quindi i cittadini della Capitale, rischiano di pagare anche pagare 328 milioni di danni. Raggi per Roma una vera calamità, e se le notizie fossero confermate dimissioni sarebbero il minimo”

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