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Forestali, altra riforma flop del ‘governo dei mille giorni’

La militarizzazione forzata del personale del corpo forestale è a rischio incostituzionalità. Dal Tar dell’ Abruzzo, sezione di Pescara, arriva un nuovo colpo alla legge Madia con un’ordinanza pubblicata mercoledì. I giudici amministrativi, scrive il Manifesto, venendo incontro alle richieste di un vice sovrintendente dei forestali hanno rinviato alla Corte costituzionale sia la legge delega del 2015 di riforma della pubblica amministrazione (già colpita in più punti dalla Consulta nel novembre scorso) sia il decreto legislativo del 2016 che ha imposto l’ accorpamento dei forestali nell’ arma dei Carabinieri.

La Consulta dovrà esprimersi su diversi aspetti della riforma, assai criticata dal corpo tanto che dei circa settemila forestali oltre duemila hanno promosso ricorsi analoghi a quello accolto ieri. Al centro c’ è il problema della «militarizzazione coatta», cioè della falsa scelta lasciata ai forestali: transitare nei carabinieri oppure essere ricollocati nella pubblica amministrazione ma rischiando trasferimenti e demansionamenti, quando non la procedura di mobilità. In ogni caso i forestali che hanno scelto di restare nell’ amministrazione civile hanno dovuto lasciare il comparto sicurezza, che garantisce meglio carriere e stipendi (vedi gli 80 euro per tutti).

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