| categoria: sanità Lazio

Perché al Pronto Soccorso di Rieti i tempi d’attesa sono da record

La coperta della sanità reatina è troppo corta. I 35 posti tagliati dai reparti del de Lellis per garantire una maggiore vivibilità nei periodi di caldo hanno finito per creare problemi al pronto soccorso? Da un mese si registrano lunghissime code all’ospedale reatino, 12 ore di attesa per una semplice medicazione e una terapia antibiotica, con pazienti anziani lasciati ore sulle barelle fanno notizia. A confermare la situazione, i dati ufficiali degli accessi ai pronto soccorso forniti in tempo reale dalla Regione Lazio, consultabili via internet : ieri alle 16 a Rieti c’erano 29 persone in attesa e 20 in trattamento. Alla stessa ora, in tutto il Lazio, solo il pronto soccorso del Policlinico Casilino a Roma era in una situazione peggiore, con 30 pazienti in attesa.
Eppure un anno fa in piena emergenza terremoto, ad esempio, il pronto soccorso del de Lellis fu in grado di smaltire un super lavoro. Poco prima dell’inizio dell’estate il direttore generale della Asl, il commissario Marinella D’Innocenzo, annunciò insieme al direttore sanitario, Paolo Anibaldi, una serie di misure per migliorare la vivibilità dei reparti ospedalieri ed evitare ai pazienti sofferenze nel periodo di grande caldo. Un piano che prevedeva la riduzione di 4 a 3 posti letto nelle stanze di medicina 1 e medicina 2: nel primo caso i posti totali sono passati da 50 a 40, mentre nel secondo da 45 a 30, per un totale di 25 posti. A questi se ne sono aggiunti un’altra dozzina per la chiusura della degenza infermieristica, quel reparto che veniva utilizzato per i pazienti dimessi dai reparti e in attesa di tornare a casa o per i degenti che dovevano completare delle terapie. Un taglio complessivo di 35 postiche ha generato un effetto domino, fino a determinare lunghe code al pronto soccorso: Impossibile mandare in reparto pazienti che sono stati visitati e ai quali è stata fatta una diagnosi. Non essendoci posti letto, in molti casi vengono trattenuti in osservazione. A questi si aggiungono quelli in attesa di esami che richiedono tempo. Da qui una situazione che rasenta l’emergenza

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