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Incredibile a Palermo, acqua alle navi da crociera e diversi quartieri rimangono a “secco”

Antonio Fiasconaro

Assurdo, ma vero. Anzi è paradossale. Le navi da crociera che periodicamente attraccano al porto di Palermo che “vomitano” migliaia di turisti non solo italiani ma anche e soprattutto stranieri, hanno mandato in tilt la normale erogazione idrica di alcune zone della città vicine allo scalo portuale che si trova in pieno centro città, in via Francesco Crispi. Centinaia le abitazioni che sistemativamente ogni qualvolta arrivi in città un “gigante del mare”, rimangono senza più una goccia della preziosa acqua. Non mancano le proteste e le prese di posizioni, tanto che l’Amap Spa, l’azienda del Comune di Palermo che si occupa dell’erogazione idrica nel capoluogo dell’isola ha diffuso una nota sul proprio sito istituzionale: «Si informano i signori cittadini di Palermo, che i disservizi idrici che si sono manifestati in questi giorni, sono dovuti al prelievo di acqua da parte delle navi da crociera in transito a Palermo. Amap S.p.A. sta provvedendo a regolare il prelievo presso l’ente Porto in modo da ripristinare il regolare funzionamento del servizio idrico della città di Palermo».

A questo si aggiunge che in altri quartieri è stata interrotta l’erogazione idrica «a causa di urgenti e improrogabili interventi di manutenzione alla rete, nei circuiti di Partanna Mondello; Mondello Paese; Valdesi; Addaura; Vergine Maria ed Arenella» zone ad alta concentrazione turistica.

«Il disservizio nell’erogazione dell’acqua pubblica, registrato a Palermo tra ieri e oggi, non è dovuto solo alla siccità, a danni alla rete o a operazioni di ordinaria e straordinaria manutenzione, ma, come comunicato dall’Amap, alla decisione presa dall’azienda municipalizzata stessa di concedere l’acqua a quelle navi da Crociera che in altri porti non avevano potuto fare il rifornimento completo. Probabilmente negli altri porti le amministrazioni hanno preferito dare priorità al servizio che devono garantire alla propria comunità, cosa che a quanto pare non è stata fatta a Palermo». A dichiararlo sono i consiglieri comunali del gruppo M5S di Palermo Ugo Forello, Concetta Amella, Igor Gelarda, Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo e Giulia Argiroffi, in merito ai disservizi lamentati da molti cittadini di Palermo sulla mancata erogazione idrica. «Ma è possibile – spiegano i consiglieri comunali – che il rifornimento idrico a due o tre navi Crociera possa mettere in crisi l’erogazione idrica a interi quartieri e a decine di migliaia di cittadini? Sembra molto difficile, se non impossibile». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Palermo chiede all’Amap di «rispettare la comunità alla quale deve garantire il servizio di erogazione di acqua pubblica, risarcendola del danno provocato, attingendo a quanto ricavato dalla concessione di quell’acqua pubblica dalla cui privazione – concludono i consiglieri – la comunità ha subito il danno».

E dal Comune di Palermo arriva una nota: «Siamo di fronte ad una situazione davvero straordinaria – dichiara Maria Prestigiacomo, presidente di Amap – che scarica sulla città di Palermo un peso notevolissimo, che grava su una situazione già di per sè indebolita dal persistere della siccità. In questi mesi l’Amap ha messo in campo ogni possibile risorsa tecnica ed economica straordinaria per non far diminuire l’afflusso di acqua in città, dal nuovo allaccio di Scillato, alla riattivazione di tutti i pozzi, fino al più recente prelievo aggiuntivo da Rosamarina, ma è ovvio che non possiamo oggi reggere questo tipo di richieste eccezionali di tipo sostanzialmente industriale».

Per ridurre al minimo i disagi per i cittadini, in queste ore Amap sta concordando con l’Autorità Portuale un calendario di prelievi ad orari scaglionati, di cui saranno informate le compagnie di navigazione, in modo che questi prelievi eccezionali non avvengano per periodi prolungati ed in orari di massima richiesta idrica. Non sarà inoltre possibile che il prelievo tramite gli impianti portuali possa durare più di 10 ore nel singolo giorno.

«Siamo di fronte ad un’altra conseguenza negativa, che si aggiunge alle tante già patite dai cittadini – dichiara il sindaco Leoluca Orlando – della mancata inspiegabile dichiarazione di stato di calamità naturale che, dopo ormai 9 mesi di sostanziale siccità non è più rinviabile».

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