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Chievo-Lazio 1-2, per i biancazzurri comincia la rincorsa

Sofferenza, cuore e una bomba da tre punti. Il successo della Lazio in casa del Chievo è racchiusa tutta qui. Gli uomini di Simone hanno faticato come non mai per avere ragione dell’undici di Maran bene messo in campo e con tanta qualità. Basta vedere l’esultanza di Inzaghi che corre in campo ad abbracciare Milinkovic, uomo partita, per capire quanto questi tre punti siano d’oro. In casa del Chievo saranno in tanti a soffrire. Fisicamente la Lazio sembra indietro rispetto al Chievo e il caldo non è una scusante. I gialloblù corrono ordinati, i biancocelesti vagano senza metà. Senza ali a dare profondità il 3-5-2 funziona poco e male. E non è un caso che quando entrano Lukaku e Marusic cambia il ritmo. Immobile lì davanti è troppo solo, gira per tutto il campo e perde la lucidità sottoporta. Ne segna uno (colpo di testa su angolo di Luis Alberto) ma avrebbe potuto frane altri due. Gol mangiato, gol fatto Pucciarelli fa 1-1 spaventando poi più volte Strakosha.
Inzaghi ha gli uomini contati e così anche i cambi deve farli con il bilancino. Caicedo entra per Leiva, forse più un messaggio alla società che deve intervenire sul mercato. Ma ad onor di cronaca va detto che l’attaccante non si è comportato male in campo. Anzi. Milinkovic è rinato nel momento in cui è stato liberato da compiti di copertura. Prima ha sfoderato un lob da applausi per Immobile, peccato che Ciro non abbia centrato il bersaglio. Poi quel jolly da tre. Gioco, partita, incontro. Inzaghi esulta e ora spera in un regalo dal mercato.

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