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MILANO/ Il Tar boccia il numero chiuso per le facoltà umanistiche alla Statale

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Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso contro l’introduzione del numero chiuso nella facoltà di studi umanistici dell’Università Statale di Milano. Lo ha reso noto l’associazione studentesca Udu (Unione degli Studenti) che a fine luglio aveva presentato il ricorso.
Secondo il Tar del Lazio, l’assenza di un numero sufficiente di docenti non rientra tra le cause previste dalla legge n. 264 del 1999 per introdurre il numero chiuso e le facoltà umanistiche non sono tra quelle elencate nella stessa legge che possono avere gli accessi regolamentati. Sono queste in sostanza le motivazioni del Tar del Lazio, che ha quindi deciso di accogliere il ricorso presentato dall’Unione degli Universitari sospendendo «l’efficacia dei provvedimenti impugnati».
«Ora che il Tar del Lazio ci ha dato ragione – si legge nella nota dell’Udu – possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell’immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell’accesso illecite».
Gli studenti ricordano come avessero denunciato «sin da subito come la delibera adottata dagli organi accademici contenesse vizi formali e sostanziali mancando di fatto sia una maggioranza vera che il rispetto della normativa nazionale, prima su tutte la legge 264/99».

Il numero chiuso era passato tra le proteste degli studenti, dopo che il Senato Accademico della Statale aveva avallato l’impostazione del rettore Gianluca Vago con 18 voti favorevoli su 35 presenti. Studenti e docenti avevano manifestato stendendosi a terra con lo striscione «non calpestate la volontà degli studenti». Nelle settimane precedenti la decisione del Senato Accademico, in segno di protesta, si erano susseguite lezioni, culminate in un presidio conclusosi con l’ingresso in Senato degli studenti e la sospensione della seduta da parte del Rettore.

«Noi siamo contrari al numero chiuso non solo perché i test utilizzati per metterlo in atto risultano arbitrari – aveva spiegato Davide Quadrellaro, rappresentante nel Dipartimento di Filosofia per Link Studenti Indipendenti Statale – ma anche perché il numero chiuso è figlio di una logica che considera l’università un’istituzione per pochi privilegiati e, nel caso specifico, di una svalutazione delle discipline umanistiche».

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