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EUTANASIA: DEPRESSO VA IN SVIZZERA PER SUICIDIO ASSISTITO, INCHIESTA A COMO

La Procura di Como e i carabinieri di Erba stanno indagando sulla morte di un ingegnere di Albavilla che, sabato scorso, è partito per la Svizzera per ricevere il suicidio assistito in una clinica di Zurigo. Ne dà notizia la ‘Provincia di Comò, secondo cui «il 62enne ingegnere di Albavilla non era colpito da gravi malattie fisiche non curabili, bensì era in cura per una depressione». «A far scattare l’inchiesta – riporta il quotidiano locale – due circostanze. La prima: una lettera-testamento inviata dallo stesso ingegnere ai servizi sociali del Comune di Albavilla, nella quale l’uomo ha messo nero su bianco la decisione di togliersi la vita ricorrendo all’aiuto della struttura svizzera. La lettera, appena arrivata in Comune, è stata subito inviata ai carabinieri di Erba che hanno immediatamente informato la Procura e aperto un’inchiesta. La seconda: il rientro della salma in Italia, avvenuto giovedì. Il corpo era accompagnato dal certificato di decesso nel quale si legge: ‘Cause della morte non naturalì. Da qui la decisione di mettere la salma sotto sequestro e di conferire l’incarico per l’autopsia». (segue) (Red-Opa/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 02-SET-17 EUTANASIA: DEPRESSO VA IN SVIZZERA PER SUICIDIO ASSISTITO, INCHIESTA A COMO (2) = (AdnKronos Salute) – «Al vaglio degli inquirenti – si legge – c’è anche il ruolo avuto nella vicenda da un amico dell’ingegnere, il quale avrebbe accompagnato l’uomo fino a Chiasso, da dove poi il 62enne ha preso il treno alla volta di Zurigo». Al momento «la Procura ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di istigazione o aiuto al suicidio, per verificare se qualcuno ha agevolato in qualsiasi modo l’esecuzione del proposito dell’uomo. Gli investigatori hanno anche contattato – attraverso il Centro di cooperazione doganale di Chiasso – le autorità elvetiche con l’intenzione di comprendere quale sia la normativa svizzera sul suicidio assistito. E se le norme prevedono la possibilità di accompagnare alla morte una persona, anche se questa non è affetta da patologie fisiche o mentali non curabili e particolarmente gravi».

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