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FOCUS/ Sicilia, acque agitate nel centro sinistra, Renzi glissa

Acque agitate per le regionali siciliane nel Centrosinistra che non riesce a chiudere il cerchio sul rettore Fabrizio Micari dopo che il centrodestra ha suggellato le alleanze e ha trovato in Nello Musumeci il candidato che ha unito, mentre il M5s è già avanti con la campagna elettorale del candidato governatore Giancarlo Cancelleri che ha girato in lungo e largo la regione con Di Maio e Di Battista. Matteo Renzi presentando il suo libro ‘Avantì a Bologna, ha glissato sulla questione delle Regionali siciliane. «In Sicilia che si fa?», era una delle domande arrivate via sms dalla platea e lette dal segretario nazionale del Pd. «Non c’è scritto nel libro», ha risposto Renzi con una battuta, per poi passare ad un’altra domanda. La risposta del leader Pd è il termometro di una situazione non positiva: spaccatura con la sinistra che cerca un proprio candidato tra Claudio Fava e Ottavio Navarra, accordo ancora non chiuso con Ap di Alfano e fratture all’interno dello stesso partito dove ci sono malumori sulla candidatura di Micari a cominciare da quelli dell’attuale governatore Rosario Crocetta che invoca le primarie. «Il centrosinistra non deve fare le primarie, il tempo è scaduto si parta con la campagna elettorale e basta con questi sondaggi farlocchi», ha detto a Messina il presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone (Centristi per la Sicilia). Il leader di Mdp Art. 1 Pierluigi Bersani è d’accordo: «Le primarie in Sicilia a questo punto mi sembrano un’ipotesi poco praticabile. E poi bisogna intendersi, anche dal punto di vista lessicale, sulla definizione di centrosinistra: per noi centrosinistra non vuol dire Alfano». «Noi – ha aggiunto – siamo per il centrosinistra. Ad esempio in Lombardia stiamo ragionando su come organizzarci, abbiamo dato la nostra disponibilità a farlo. Bisogna chiedere al Pd cosa vuol fare. Vuol ricompattare il centrosinistra o correre altre cavalline?. Se vuol ricompattare il centrosinistra, quello pulito noi ci siamo. Se intende fare altre cose non possiamo seguirlo». A far salire la tensione anche il sondaggio, pubblicato da Repubblica e commissionato da Forza Italia a Euromedia research di Alessandra Ghisleri, che vede Musumeci in testa col 34% seguito da Cancelleri con il 33% e poi da Micari col 16%. Claudio Fava avrebbe il 9,5 %. Il Pd Michele Anzaldi ha commentato: «Ancora la campagna elettorale di Micari non è partita, la sua candidatura civica e la sua proposta di governo devono essere presentate ai siciliani, ma il rettore di Palermo già raccoglie lo stesso consenso del governatore uscente Crocetta, che al termine del mandato è all’apice della sua notorietà, ed ha il doppio del consenso di Claudio Fava, che in Sicilia è stato protagonista di diverse avventure elettorali, ha una storia che tutti conoscono, è stato tra i fondatori della Rete di Leoluca Orlando. Micari finora è l’unico a non aver fatto neanche un manifesto, non ha un comitato elettorale o una sede, e sta già al livello o ben al di sopra di chi i siciliani conoscono bene». «La Sicilia ha bisogno di un cambio radicale rispetto ai fallimenti dei governi precedenti. Servono ricette nuove, serve una decisa rottura col passato, altro che centro, servono autentiche politiche di destra», affermano dal canto loro i segretari regionali della Sicilia di ‘Noi con Salvinì Alessandro Pagano e Angelo Attaguile.

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