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CAOS VACCINI/Tar Lazio respinge istanza Codacons , in Sicilia non ci sarà alcuna proroga

Antonio Fiasconaro

Caos vaccini, una telenovela infinita. Soprattutto che gran “guazzabuglio”. Il presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dal Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute e del Miur richiamava l’obbligo della presentazione della documentazione vaccinale entro il termine dell’11 settembre 2017 (pena il mancato accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia), e ha previsto che, entro tale termine, possa essere presentata una semplice dichiarazione sostitutiva e che la relativa documentazione debba, in tal caso, essere presentata entro il ben piu’ ampio termine del 10 marzo 2018.

E dire che nel primo pomeriggio il presidente nazionale dell’Associazione consumatori, Carlo Rienzi aveva sostenuto in una nota che «il presidente della sezione III quater del Tar, Leonardo Pasanisi ha emesso un decreto col quale, “considerato che la Circolare impugnata prevede che entro tale termine possa essere presentata una semplice dichiarazione sostitutiva, e che la relativa documentazione debba in tal caso essere presentata entro il ben più ampio termine del 10 marco 2018”, fissa la trattazione collegiale in camera di consiglio del 3 ottobre 2017». Rienzi si dichiarava soddisfatto perché in questo modo «le famiglie tirano un sospiro di sollievo».

Intanto esplode un’altra polemica in Sicilia. Stavolta il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi ha chiesto alla Regione e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di prorogare al 2019 le disposizioni normative sulle vaccinazioni. «Nella situazione di totale caos vaccini che si sta determinando in Sicilia – afferma Tanasi – la Regione siciliana ha pieno diritto di decidere in autonomia una deroga alla legge nazionale seguendo l’esempio virtuoso della regione Veneto. Lo Statuto speciale riconosce, infatti, all’Assemblea Regionale ampia autonomia in alcune materie come la sanità».

Secondo Tanasi, «la deroga si rende assolutamente necessaria per arginare il caos nelle iscrizioni a scuola e asili causato da una legge, quella voluta dal ministro Lorenzin, varata in fretta e furia, piena di errori e zone grigie».

Immediata la replica dell’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi: «Anche a livello regionale ci siamo mossi, insieme all’Ufficio scolastico, per agevolare il compito delle famiglie – rileva l’assessore -. I dirigenti scolastici degli istituti siciliani inoltreranno a tutte le 9 Asp dell’Isola gli elenchi degli studenti iscritti in tutte le scuole. Gli elenchi saranno verificati dai dipartimenti di prevenzione di tutte le Asp, incrociando i dati per via informatica, in modo da individuare i soggetti non vaccinati per i quali verrà attivata la prevista procedura di recupero che consiste in una convocazione della famiglia per la proposta della vaccinazione. Dunque – conclude Gucciardi – le famiglie dei soggetti non vaccinati non saranno abbandonate a loro stesse, ma saranno contattate per prenotare la vaccinazione».

C’è anche da sottolineare che il caos che si sta registrando a “macchia di leopardo” in quasi tutti i Centri vaccinali dell’isola si deve al fatto che moltissimi genitori da un lato sono esigenti nel chiedere la vaccinazione dei propri figli che, in molti casi, non è stata effettuata negli anni, dall’altro c’è una grande forma di disinformazione e perché no anche di ignoranza, in quanto come è stato ampiamente diffuso, che per evitare di ingolfare i Centri vaccinali provocando disagi e polemiche e anche aggressioni al personale sanitario, ci si può avvalere dell’autocertificazione, cosa che invece i siciliani disconoscono.

Intanto c’è da registrare l’intervento di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: «Non è vero che sui vaccini c’è il caos. C’è un differente approccio delle Regioni. Tutte si sono messe in moto, ma con stili e tempistiche diverse. La Lombardia, per esempio, ha detto di voler rispettare la legge ma ha anche contribuito alla circolare del 1 settembre». Secondo Ricciardi, la legge sui vaccini «è frutto di uno sforzo collettivo del Paese, è un ottimo compromesso e la stragrande maggioranza dei cittadini è d’accordo».

Nel frattempo l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, per incrementare le vaccinazioni mette in campo un ambulatorio vaccinale itinerante. Medici, infermieri e operatori si recheranno a bordo di un camper in ciascuna delle sedi delle otto Circoscrizioni della città. L’ambulatorio sarà a disposizione per effettuare le 10 vaccinazioni rese obbligatorie e le 4 raccomandate e fornire informazioni ai cittadini.

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