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Conferma riconoscimento IRCCS: la Commissione visita il S.Lucia

foto_site_visitPresentate in apertura della “site visit” le attività scientifiche della Fondazione. Poi i sopralluoghi della Commissione alle strutture di assistenza e ricerca.

Dove si fa ricerca, le cure sono migliori, ma non basta dirlo, bisogna anche dimostrarlo. E per gli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) il momento della prova è ogni due anni, quando una Commissione incaricata dal Ministero della Salute si assume il compito di verificarne l’attività svolta e gli obiettivi raggiunti in relazione ai finanziamenti pubblici ricevuti. È questo l’obiettivo della site visit che ha avuto luogo nella prima settimana di settembre presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS.

La Commissione, accompagnata da rappresentanti del Ministero della Salute, era composta dal Prof. Luigi Tesio, dalla Prof.ssa Maria Pia Amato, dal Dott. Karl Albert Kob, dalla Dott.ssa Marta Petyx (Inail) e dal Dott. Domenico di Lallo (Regione Lazio). I membri della Commissione hanno effettuato un articolato sopralluogo alle unità di assistenza sanitaria e di ricerca presso la sede di via Ardeatina e il Centro Europeo di Ricerca sul Cervello (CERC) per prendere visione diretta del lavoro svolto presso la Fondazione accanto alla verifica di numeri e reportistica elaborati dalla Direzione Scientifica.

La site visit è stata aperta da un incontro plenario presso il Centro Congressi, che è stata l’occasione per fare il punto sulle attività di ricerca della Fondazione nel settore delle neuroscienze e della neuroriabilitazione. Il Direttore Generale ha ricordato che “restituire autonomia alla persona resta l’obiettivo principale della nostra struttura, in un contesto nel quale il tasso di sopravvivenza a patologie come per esempio l’ictus, fortemente aumentato grazie all’accresciuta efficacia dell’intervento medico nella fase acuta, richiede percorsi di neuroriabilitazione sempre più specializzati, senza i quali continueranno ad aumentare la spesa pubblica e i costi sociali dell’invalidità, come denunciato in questi giorni dalla Ragioneria di Stato. Questo quadro oggi e in futuro determina la rilevanza di strutture di neuroriabilitazione ad alta specialità come la Fondazione Santa Lucia”.

Sul carattere traslazionale della ricerca dell’Istituto si è soffermato in particolare il Direttore Scientifico, Prof. Carlo Caltagirone, che ha sottolineato “lo strettissimo rapporto tra la ricerca, anche pre-clinica, e le attività assistenziali”. Caltagirone ha illustrato i principali numeri della ricerca targata Santa Lucia con “un Impact Factor delle pubblicazioni scientifiche sempre compreso negli ultimi anni tra i 2000 e i 2.500 punti, paragonabile a quello prodotto dalle università italiane di medie dimensioni, pur con risorse molto inferiori”.

La seduta plenaria è proseguita con l’intervento del Dottor Marco Tramontano, Direttore del Corso di Laurea in Fisioterapia, che ha presentato l’articolazione dell’offerta didattica della Fondazione Santa Lucia illustrando tra l’altro le diverse possibilità formative oggi disponibili (laurea, master post-lauream e scuole di specializzazione) e i dati sull’efficacia dei titoli conseguiti presso la Fondazione (86,1% dei laureati impiegati entro un anno). “Sulla qualità dei percorsi formativi – ha sottolineato Tramontano – influisce in modo decisivo la possibilità offerta dal modello IRCCS di tenere insieme didattica, ricerca e assistenza”.

Gli ha fatto eco il neurologo e Direttore dell’Unità Complessa di Neuroriabilitazione 6, Dott. Stefano Paolucci, che ha sottolineato la necessità di percorsi di riabilitazione capaci di affrontare tutte le disabilità osservabili nel paziente, tenendo conto che “l’80% dei nostri pazienti in ingresso presenta problemi cognitivi oltre che motori”. Sempre con riferimento all’icuts, oggi in Italia principale causa d’invalidità con 200.000 nuovi casi all’anno e maggiore patologia trattata anche presso la Fondazione, Paolucci ha anche denunciato l’assenza, nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, di omogeneità di trattamento dei pazienti.

Tornando sulla stretta relazione tra ricerca e attività clinica come punto di forza specifico del modello IRCCS, il Dottor Marco Molinari, Direttore del Centro Spinale della Fondazione, ha ha mostrato alcuni tra i progetti e le reti internazionali ai quali la Fondazione partecipa con studi sulle lesioni midollari e sulle tecnologie per la riabilitazione, evidenziando in particolare come “negli anni recenti gli interventi di robotica nelle palestre di reparto siano cresciuti esponenzialmente e la collaborazione tra diverse figure professionali, nell’ambito assistenziale e della ricerca, insieme agli stessi pazienti protagonisti di questa attività, sono la chiave per contribuire in modo sostanziale alla qualità del Servizio Sanitario Nazionale”.

Sull’attività di ricerca dedicata dalla Fondazione a patologie di forte impatto sociale come Alzheimer e Parkinson, e a malattie complesse come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, si è soffermato il Prof. Nicola Mercuri, Direttore del Laboratorio di Neurologia Sperimentale, mentre il Dottor Luca Battistini, Direttore del Laboratorio di Neuroimmunologia, ha illustrato due importanti studi della Fondazione, che aprono la strada a nuove terapie per la Sclerosi Multipla, rimarcando come “il passaggio dal laboratorio al letto del paziente, grazie a nuove tecnologie e farmaci biologici, oggi può avvenire molto più velocemente, supportando con più efficacia l’integrazione tra ricerca pre-clinica e clinica”.

A chiusura della mattinata l’intervento del Direttore Sanitario della Fondazione Santa Lucia IRCCS, Antonino Salvia: “Ogni anno curiamo circa 2.000 pazienti, che entrano in condizioni cliniche complesse e con un Indice di Barthel mediamente attestato al 18% [ndr. il 100% è il grado di autonomia di una persona normodotata in base a questa scala di valutazione internazionale]. Al momento della dimissione questo valore raggiunge mediamente il 54%, ovvero un livello analogo a dieci anni fa, quando l’indice di autonomia del paziente all’inizio del ricovero era il doppio di oggi. Questo risultato conferma che la nostra attività di ricerca contribuisce in misura determinante a conservare alti risultati nonostante la complessità crescente dei casi clinici e ci supporta nel fornire ogni giorno un’assistenza sanitaria migliore”.

Ora si attende l’esito della procedura per la conferma del riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, che la Fondazione Santa Lucia IRCCS ha ottenuto per la prima volta nel 1992.

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