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Irccs Neuromed. Vela e trekking contro il parkinson

In Sardegna la II edizione del progetto Sail4Parkinson promosso da ParkinZone e l’Irccs Neuromed per aiutare i pazienti a combattere tremori, rigidità, ansia e ossessioni e far sperimentare al paziente attività e traguardi che spesso la malattia, di cui in Italia soffrono 600mila persone, limita o preclude del tutto a livello fisico e psicologico

21 LUG – Vento, natura, cucina e yoga per combattere il Parkinson. Per il secondo anno consecutivo, un gruppo di pazienti ha partecipato al progetto Sail4Parkinson promosso dall’Associazione ParkinZone e l’Irccs Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con Giangi Chiusura, tra i primi surfisti italiani e fondatore della Capomannu-Naturawentura, e Daniela Meloni, della Limolo Activities, la Compagnia Teatrale Klesidra. Un progetto che li ha portati a vivere una intensa settimana in Sardegna, tra navigazione a vela, trekking, surf, piccoli seminari e degustazioni nello scenario di Sinis, isola di Mal di Ventre.

Obiettivo: far sperimentare al paziente attività e traguardi che spesso la malattia, di cui in Italia soffrono 600mila persone, limita o preclude del tutto a livello fisico e psicologico.

“L’utilizzo e la stimolazione dei sensi attraverso la natura – spiega Nicola Modugno, neurologo dell’Irccs Neuromed e presidente della Onlus Parkinzone – assieme alle varie attività proposte, producono nel paziente un miglioramento dei sintomi nell’immediato e un’esperienza capace di suggerire comportamenti nuovi e positivi nella gestione delle situazioni di vita a venire”.

Il parkinsoniano rischia di chiudersi in sé stesso aggravando la sua situazione. “Noi, invece – ha aggiunto Modugno – attraverso la barca, il surf e i bagni in mare, abbiamo voluto spezzare questo circolo vizioso con un progetto inedito, per una medicina che guarda al malato nel suo complesso, nel tentativo di ricreare fiducia e confidenza nelle proprie capacità”.

Anche quest’anno Sail4Parkinson si è svolto al Sinis. “Sfruttando tutte le potenzialità che la penisola offre – prosegue Modugno – ovvero spiagge, montagne e natura, abbiamo cercato di far vivere il senso di una vera vacanza ai pazienti e insegnato loro il concetto di resilienza, attività di adattamento del cervello. L’impressione che si ha è che dopo una diagnosi di Parkinson, sia i pazienti sia i familiari, pensano che nulla sia più possibile. Per cui una novità come questa settimana in barca a vela appare loro una vetta improponibile e difficilmente raggiungibile. Ma sappiamo che è grazie a questa esperienza che il parkinsoniano non solo torna ad avere fiducia in sé stesso ma riesce a gestire ansia, paura, panico, ossessione e quindi a gestire le proprie emozioni”.

“Noi consideriamo queste attività vere e proprie terapie complementari – ha sottolineato Sara Varanese, neurologa dell’Istituto di Pozzilli – che hanno un reale effetto benefico sul benessere del parkinsoniano, soprattutto sui sintomi non motori. A differenza della passata edizione, quest’anno abbiamo sottoposto il paziente, prima e al termine dell’esperienza, ad una serie di questionari e scale cliniche volti a quantificare quanto questo benessere il paziente aveva realmente sperimentato. Stiamo già scrivendo un editoriale per una rivista scientifica internazionale. Tra i nostri obiettivi c’è quello di divulgare l’esperienza e di portarla nei congressi dedicati al Parkinson promossi in tutto il mondo”.

21 luglio 2017

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