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La recensione/Sempre più magre, diario di una top model. Il libro denuncia di Victoire Dauxerre

untitledJamais assez maigre. Journal d’un top model. “Mai abbastanza magra. Diario di una top model” è il titolo originale del libro scritto da Victoire. Racconto autobiografico che denuncia l’ossessione per la magrezza, la competizione insana e l’isteria che domina il mondo della moda.

“Ma tu sei la nuova Claudia Schiffer!» Sto guardando alcuni orologi in vetrina, in rue des Francs-Bourgeois, quando mi sento chiamare da un tipo di colore tutto smilzo che mi arriva a malapena alle spalle. Lo guardo con l’angolo dell’occhio. Lui mi sorride. «Non hai mai pensato di fare la modella?» Bwahaha. Grande tecnica di rimorchio. Complimenti. Arrivederci. Si avvicina mia madre, ma la cosa non lo intimorisce, al contrario: «Sua figlia è di una bellezza strepitosa. E che naso! Dà equilibrio al volto e cattura perfettamente la luce. Mi creda, io me ne intendo». Se ne intende di cosa? Di nasi? Mi scappa da ridere. Perché io il mio naso lo conosco bene, con quella gobbetta che la famiglia di mamma si tramanda da almeno tre generazioni. Ci ho pigiato sopra per tutta l’infanzia sperando di farla scomparire. Tanto che in quel punto adesso c’è un lieve segno bluastro un po’ appiattito. Qualunque «intenditore» capirebbe al volo che quello che non va nella mia faccia è proprio il naso…”
Inizia così “Sempre più magre” (in uscita per Chiarelettere), il libro che sta destando scalpore sul binomio moda/anoressia perché racconta la disarmante storia di Victoire Maçon Dauxerre, una giovane e bellissima ragazza che decide di mollare la professione di top model e ricominciare, dopo essersi sentita… soltanto un corpo.
Il libro della ex modella è una vera e propria denuncia verso un mondo quello del fashion attento alla magrezza in modo esasperato, tant’è che di fronte alla taglia 40 (per 1 metro e 78 di altezza!) le si dice di arrivare alla 36 per la prossima sfilata. “Ma nessuno le chiede di smettere di mangiare – racconta Victoire – semplicemente devi essere in grado di entrare nei vestiti che ti vengono dati, per cui non hai scelta se non dimagrire. Il sistema è concepito affinché alla fine nessuno possa essere accusato di incitamento all’anoressia”.
Victorie inizia così a nutrirsi di 3 mele al giorno. Per sentirsi accettata e adeguata nel ruolo.
Tuttavia pur vivendo una vita patinata da modella si accorge molto presto di morire dentro. Si sente una marionetta, una gruccia umana nelle mani di chi la trucca, la pettina, la fotografa, le fa indossare vestiti super griffati, ma senza mai chiederle “come stai?”. Nessuna attenzione verso la sua persona, ma solo nei confronti del suo corpo.
Sempre più magre, è un libro che dovrebbe esser letto innanzitutto dalle Signore mamme che spesso riflettono nelle loro figlie femmine lo specchio di se stesse (e di ciò che non sono riuscite ad esser). “Mia figlia farà la ballerina, la modella, la velina”. Un disco rotto che le piccole bimbe assimilano sin dai primi anni di vita, finendo poi per avere degli esempi di bellezza da imitare, insani. Un errato modo di valutare il mondo femminile.
Questo libro racconta il rapporto difficile col cibo che molte donne hanno per “sentirsi” accettate dal contesto.
Ma, la bella Victorie decide di rompere quel senso di disagio e di inadeguatezza, di fame costante che la accompagnano (che la porta anche alla perdita dei capelli, all’interruzione del ciclo mestruale e ai primi segni di osteoporosi pur essendo giovanissima) mollando il lavoro da top model per ricominciare daccapo.
Un atto di coraggio il suo che dopo aver abbandonato le passerelle, le consentirà di scrivere il suo libro-diario. Attualmente in cima alle classifiche tra i best seller degli ultimi anni.
La Francia è tra le nazioni europee quella che meglio ha recepito il grido d’allarme di alcune coraggiose modelle che hanno iniziato a rivelare le dure condizioni di vita a cui sono costrette pur di poter continuare a prendere parte alle passerelle della moda, approvando una legge “Loi Mannequin” che impone alle aspiranti modelle di non poter scendere al di sotto della taglia 38. La legge sarà inoltre completata il primo ottobre con l’introduzione di una norma che prevede l’obbligo di accompagnare le fotografie ad uso commerciale con la dicitura “fotografia ritoccata”, qualora siano state apportate modifiche al computer. Con questo atto la Francia si incammina nella direzione che già altri stati hanno intrapreso in passato. La Spagna è stata il primo paese europeo ad adottare una simile norma, con la quale a partire da settembre 2006 è stato vietato alle modelle con indice di massa corporea inferiore a 18 di sfilare alla Pasarela Cibeles, il più importante evento di moda spagnolo. Anche in Italia, da anni, è previsto un limite minimo di massa corporea (18,5) per le modelle che intendono partecipare alla settimana della moda di Milano.
Si parte con una “modella ribelle” e un libro denuncia, si arriva a una legge… e chissà se in futuro non avremo modo di assistere davvero a un’azione comune da parte degli Stati Uniti d’Europa.

Gabriella Rocco

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