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SICILIA/Bufera sul M5s: dubbi sulla candidatura di Cancelleri. Tribunale di Palermo sospende validità delle “Regionarie”

Giancarlo-Cancelleri-696x355Antonio Fiasconaro

Un’altra bufera si è abbattuta sul Movimento Cinque Stelle in Sicilia. A meno di sessanta giorni dalle elezioni regionali in programma domenica 5 novembre la quinta sezione civile del tribunale di Palermo ha sospeso la validità e gli effetti delle cosiddette “regionarie” siciliane, le elezioni on line che hanno incoronato Giancarlo Cancelleri come candidato grillino a governare la Sicilia.

Il provvedimento cautelare emesso dal giudice sospende l’elezione e rinvia la causa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati classificatisi in posizione utile per entrare in lista. Il ricorso è stato presentato da Mauro Giulivi, un militante siciliano, difeso dagli avvocati Lorenzo Borrè e Riccardo Gentile. Giulivi era stato escluso per non aver firmato un documento che gli era stato sottoposto dal Movimento 5 Stelle e dallo staff, necessario per potersi candidare. Si tratterebbe di uno di quei testi ad hoc che il M5s fa firmare ai candidati chiamandoli codici etici, ma che in realtà sarebbero clausole contrattuali.

“La campagna elettorale per Giancarlo Cancelleri presidente va avanti. Noi ce la metteremo tutta. Stateci vicini, perché sarà molto importante che anche tutte le persone di buona volontà di questa regione ce la mettano tutta per provare a cambiare”, ha detto il leader M5S Luigi Di Maio, a Caronia (Messina), con il candidato presidente della Regione Giancarlo Cancelleri, confermando che la macchina elettorale non si ferma, neppure dopo la notizia della sospensione delle Regionarie – che il 9 luglio hanno incoronato l’aspirante governatore – a seguito del ricorso di un attivista escluso.

L’attivista del M5s che ha presentato il ricorso contro le “Regionarie” del Movimento 5 Stelle, è il compagno della parlamentare nazionale Chiara Di Benedetto, vicina all’ala dei cosiddetti “monaci” guidata da Riccardo Nuti, l’ex leader palermitano del M5s sospeso in seguito all’inchiesta sulle firme false per le elezioni amministrative del 2012.

Il legale che assiste Giulivi, l’avvocato Lorenzo Borrè, è lo stesso che ha intentato cause in passato contro il M5s, l’ultima in ordine di tempo per la candidata genovese Marika Cassimantis. Giulivi, che cinque anni fa si era candidato nella lista del M5S all’Assemblea Regionale Siciliana, risulta dopo l’ex senatore del M5S Francesco Campanella (primo dei non eletti) oggi esponente di Mdp – Art 1, il più votato nel collegio di Palermo. Dopo le dimissioni del deputato regionale Giorgio Ciaccio, anche lui rinviato a giudizio per l’affaire firme false, dovrebbe subentrare al suo posto. Le dimissioni di Ciaccio non sono però state ancora votate dall’aula.

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