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Protesi difettose in cambio di mazzette: 12 medici arrestati a Monza

Protesi difettose in cambio di mazzette. Era il modus operandi di un gruppo di medici lombardi, che sono stati arrestati e indagati in un’inchiesta della procura di Monza. Dodici professionisti sono stati arrestati: tre chirurghi ortopedici sono in carcere e nove (sei specialisti e tre medici di base) ai domiciliari. Stando a quanto chiarisce il procuratore Luisa Zanetti, altri sei medici di base sono stati interdetti dalla professione.

I dottori avrebbvero incassato le mazzette sotto varie forme: oltre ai soldi – tra cui un contributo mensile di 300 euro per i medici di base compiacenti che mettevano a disposizione il loro ambulatorio – c’erano anche il pagamento di «biglietti aerei» e «assunzioni di personale» per gli specialisti. Tangenti che i medici arrestati pretendevano per il «disturbo», come lo chiamavano loro nelle intercettazioni. Come spiegato dagli inquirenti, c’era un accordo con la società Ceraver, che «incentivava le sue protesi» corrompendo i medici.

Il tutto senza tenere per nulla «in considerazione l’interesse» e la «salute dei pazienti». Ciò che contava, infatti, era aumentare l’acquisto da parte degli ospedali, in primis il Policlinico di Monza, delle protesi prodotte dalla Ceraver. Il gruppo di medici aveva anche organizzato un sistema di «corsie preferenziali» per portare al Policlinico di Monza pazienti da altre regioni per gli interventi chirurgici con l’utilizzo delle protesi. Prestazioni private in regime di convenzione pagate però «dalle Asl di provenienza in base agli accordi tra le Regioni interessate».

I medici di base compiacenti, che mettevano a disposizione degli ortopedici il proprio ambulatorio, ricevevano un «corrispettivo fisso» di 300 euro al mese dai venditori di protesi e il 20%, circa 80 euro, sul pagamento di ogni visita incassato dagli specialisti. Infine, i pazienti venivano operati con l’impianto delle protesi. Da ultimo, per «incrementare comunque il numero di interventi, i medici chirurghi hanno chiesto ai propri colleghi di attestare falsamente la loro presenza in sala operatoria (come secondo operatore) durante gli interventi per l’impianto di protesi».

Inquietante il contenuto delle intercettazioni, nelle quali Marco Valadè e Fabio Bestetti, due degli arrestati, esprimevano valutazioni negative sulla qualità delle protesi: «Detto tra noi, fa cagare (…) fa veramente cagare» si dicevano privatamente al telefono, mentre dall’altro lato le sponsorizzavano e le facevano acquistare dagli ospedali.

Le accuse nei confronti dei medici sono di associazione per delinquere, corruzione e falso. In carcere anche un responsabile commerciale e un agente di zona della Ceraver. Per un agente di commercio, invece, è stata disposta la misura dell’obbligo «di dimora nel Comune di residenza».

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