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Quello sguardo dallo spazio alla mostra del cinema di Venezia

Corazzari saluta Nespoli nella SoyuzSi sono spenti ormai i riflettori sulla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, avvenimento che ogni anno, come ha dichiarato con grande soddisfazione il Presidente Paolo Baratta, registra un successo crescente. Frequentando come di consueto durante la manifestazione il Lido di Venezia, non si può non notare la grande partecipazione di pubblico, in particolare di giovani, che affollano le sale cinematografiche senza di certo disdegnare l’area del Palazzo del Cinema, di fronte al “red carpet”, in attesa dei numerosi attori e beniamini sempre disponibili ad autografi ed agli immancabili selfi. Ma la Mostra del Cinema di Venezia non è solo questo, è piuttosto la partecipazione di importanti produttori, registi ed attori di fama internazionale, di critici in grado di valutare e giudicare le opere selezionate che vengono ogni anno presentate e che poi troveremo nelle sale cinematografiche e nel piccolo schermo. Non sono mancati come tradizione consolidata, i giornalisti della carta stampata e della televisione giunti in massa da tutto il mondo, presenti per l’intero periodo della mostra, pronti ogni giorno a documentarne gli avvenimenti; tutto questo fa comprendere quanto sia alto il livello ormai raggiunto da questo grande avvenimento veneziano. Qualcosa di nuovo è però accaduto: l’arrivo della “Realtà Virtuale” che ha portato molti giovani alla ribalta come non mai prima d’ora, che ha in qualche modo sorpreso sia il Presidente Baratta che il direttore della Mostra di quest’anno Barbera. Hanno provato ad indagare in questo nuovo mondo scoprendone non solo le grandi potenzialità ma la presenza numerosissima di persone che a questa tecnica si dedicano con risultati notevoli. Interpellandone alcuni se ne sono ritrovati un centinaio, tutti che chiedevano con entusiasmo di poter partecipare al grande appuntamento del cinema del Lido con i loro lavori, costringendo l’organizzazione ad una selezione delle opere ammettendone ben 31; a questa nuova attività che necessitava di uno spazio per poter operare e presentarsi, l’Isola del Lazzaretto Vecchio da poco restaurata, è sembrata proprio il luogo più appropriato da destinarsi temporaneamente alla nuova attività. Iniziative di qualità come questa dovrebbero far pensare sulle potenzialità di Venezia che non è solamente quel turismo che stiamo quotidianamente vivendo ed i luoghi per esercitarle certamente non mancano. Però qualcosa di veramente eccezionale e di diverso si è verificato durante lo svolgimento della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, in quell’area dell’Hotel Excelsior del Lido dove anche la Regione del Veneto presenta ogni anno le eccellenze del territorio attraverso filmati realizzati da giovani. Tra le proiezioni in programma c’era anche un documentario di circa venti minuti della regista Alessandra Bonavina, che ben raccontava la meticolosa preparazione affrontata dall’astronauta italiano Paolo Nespoli, prima di intraprendere la spedizione che lo avrebbe portato nella stazione spaziale Soyuz. Al termine del breve filmato, esattamente alle 17.40, grazie all’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, e l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, è stato possibile organizzare un collegamento in diretta con la stazione spaziale Soyuz in orbita, a 450 chilometri di altezza intorno alla terra e dialogare con l’astronauta italiano Paolo Nespoli. La sala dell’Hotel Excelsior era affollatissima per questo evento assolutamente eccezionale, presenti anche alcuni componenti una delegazione del cinema cinese; il momento era veramente emozionante, non mancava nessuno: il Presidente la Regione Luca Zaia, il Presidente la Biennale di Venezia, Paolo Baratta, il Presidente il Consiglio Regionale, Roberto Ciambetti, l’astronauta Gen. Roberto Vittori con due spedizioni all’attivo, il Capo di Gabinetto dell’Agenzia Spaziale Europea, Elena Grifoni Winters, con il portavoce Andrea Zanini, l’assessore Cristiano Corazzari, e molti altri del mondo internazionale del cinema. Quindi è stato il momento del collegamento e l’astronauta Paolo Nespoli è apparso nitidamente, nella sua tuta blu, nello schermo appositamente approntato, pronto a ricevere i saluti del Presidente Zaia che a lui si è rivolto definendolo “lavoratore spaziale” e l’astronauta ricambiando il saluto gli risponde sorridendo “Sì, siamo operai; operai spaziali, elettricisti, idraulici; siamo le mani di chi studia gli esperimenti da farci fare. Guardate che noi astronauti non siamo supereroi”; poi proseguendo “Proprio ieri, mentre seguivo un esperimento, ho fatto un errore nella procedura”. Nei pochi minuti di collegamento è stato consentito ad un paio di colleghi di fare delle domande alle quali, mentre fluttuava in assenza di peso, molto simpaticamente ha risposto. A chi gli ha chiesto come vedeva Venezia dall’alto, ha risposto: “Vedo Venezia tutta rossa, probabilmente per il colore dei suoi tetti” e la Terra ? “La Terra da quassù ti fa capire quanto sia delicata; sembra una nave che viaggia nell’Universo e noi siamo i marinai e dobbiamo lavorare tutti assieme perché, come in una nave, le risorse non sono infinite. Noi quello che facciamo quassù lo facciamo non per noi ma per tutto il pianeta”. Alla conclusione del collegamento, dopo una veloce conversazione tra Nespoli ed il collega ed amico Vittori presente in sala tra noi, il saluto al nostro astronauta è stato corale. Lo stesso Presidente della Biennale, Paolo Baratta, si è complimentato per la realizzazione di questo interessantissimo evento, dichiarandosi emozionato e particolarmente colpito dal modo di dialogare dell’astronauta Nespoli, quasi fosse un ottimo attore. Gian. Schiaffino

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