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Esami truccati per diventare prof: cinque docenti nei guai alla Sapienza?

untitledCinque luminari di diritto sono stati spediti ieri a processo dal gip Fabio Mostarda con l’accusa di corruzione. Niente scambio di soldi. I docenti, secondo la ricostruzione del pm Giorgio Orano, si sarebbero promessi scambi di favori per pilotare l’assegnazione di cattedre. Nel caso specifico il ruolo da prima fascia di diritto costituzionale all’Europea di Roma, università privata con base in via Aldobrandeschi. Un concorso indetto nel 2010, e il caso è già a rischio prescrizione: indagati il professore Aldo Loiodice, docente di diritto amministrativo all’Europea e di costituzionale a Bari; la professoressa romana Michela Manetti, titolare della cattedra di diritto costituzionale a Siena; Luca Mazzetti, prof di costituzionale a Bologna, e due cattedratici della facoltà di Scienze politiche dell’università La Sapienza a Roma, Beniamino Caravita di Toritto e Roberto Nania, ordinari rispettivamente di istituzioni di diritto pubblico e di giustizia costituzionale.
L’inchiesta, nata da una filone di indagine della Guardia di finanza di Bari, è scaturita da alcune intercettazioni che riguardavano il professore Aldo Loiodice. Un docente che si sarebbe attivato per garantire la cattedra al suo favorito. Il processo ora dovrà stabilire se le scelte erano dettate dalla visione del curriculum o dalle pressioni ricevute.

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