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DOPPIETTA DI DZEKO, ROMA PASSA PER 4-0 A BENEVENTO

La Roma non si ferma e vince anche la seconda gara consecutiva in campionato (nona di fila in trasferta per il nuovo record). Il viaggio in Campania si conferma, dunque, agevole: 4 a 0 contro il Benevento ultimo in classifica, con doppietta di Dzeko e gli autogol di Lucioni e Venuti. Non c’è storia in campo, come da pronostico. Ma la prestazione dei giallorossi non va sottovalutata. Perché è la sintesi del comportamento serio del gruppo che, a parte qualche inutile ricamo, ha cercato il risultato senza snobbare l’avversario che domenica scorsa era stato umiliato già dal Napoli al San Paolo. La concentrazione e l’applicazione entrano nel punteggio quanto le reti: quarta gara su cinque stagionali senza prendere gol. Contento Alisson, ma ancora di più Di Francesco.

La rotazione funziona anche al Vigorito: 5 cambi anche contro il Benevento, proprio comesabato contro il Verona. Stavolta, con il debuttante Gonalons, entrano Peres, Jesus, Strootman e Perotti. E va avanti pure in corsa, formula imposta dagli impegni ravvicinati: dentro El Shaarawy, Gerson e Florenzi. Di Francesco pesa gli interpreti, valutandoli di partita in partita. Under fa un passo indietro, Peres in avanti. Kolarov è ancora decisivo, Dzeko oltre ai due gol prende pure un palo e una traversa, Perotti se si sposta da una fascia all’altra resta lo stesso e quindi non si smarrisce. Gonalons entra con il piede giusto, quello della verticalizzazione, e con le spalle larghe, per coprire i centrali Fazio e Jesus. Tengono anche loro, perché c’è organizzazione. Pellegrini ha il pressing nel dna. Ma Di Francesco lo vuole meno lezioso. Conoscendolo meglio di altri titolari, da lui pretende di più.

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La rotazione funziona anche al Vigorito: 5 cambi anche contro il Benevento, proprio comesabato contro il Verona. Stavolta, con il debuttante Gonalons, entrano Peres, Jesus, Strootman e Perotti. E va avanti pure in corsa, formula imposta dagli impegni ravvicinati: dentro El Shaarawy, Gerson e Florenzi. Di Francesco pesa gli interpreti, valutandoli di partita in partita. Under fa un passo indietro, Peres in avanti. Kolarov è ancora decisivo, Dzeko oltre ai due gol prende pure un palo e una traversa, Perotti se si sposta da una fascia all’altra resta lo stesso e quindi non si smarrisce. Gonalons entra con il piede giusto, quello della verticalizzazione, e con le spalle larghe, per coprire i centrali Fazio e Jesus. Tengono anche loro, perché c’è organizzazione. Pellegrini ha il pressing nel dna. Ma Di Francesco lo vuole meno lezioso. Conoscendolo meglio di altri titolari, da lui pretende di più.

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